Babbo Natale mi porti un fratellino?

ROMA – Quando al momento della letterina si scopre che il proprio figlio desidera un fratellino, forse l’intera famiglia rimane un po’ disarmata e viene da chiedersi se si è realmente pronti ad affrontare l’arrivo di un secondo figlio in famiglia. Per affrontare un cambiamento così grande non solo sono necessarie risorse economiche e aiuti di persone al di fuori del proprio nucleo familiare ma soprattutto di uno “spazio mentale” in cui poter accogliere più di un figlio.

I genitori possono sentire la fatica di ricominciare tutto da capo, di rinunciare nuovamente alla propria intimità come generalmente accade quando la mamma è completamente assorbita dal suo compito di accudimento del neonato. Un conto è desiderarlo idealmente, ma cosa accade invece nel bambino quando scopre che un’altra persona sta per prendere il suo posto? Per diverso tempo è stato il sovrano della famiglia, ricevendo tutto l’interesse e l’affetto delle figure di riferimento; all’improvviso deve fare i conti con l’idea che un altro bambino gli porterà via la maggior parte delle attenzioni e dovrà aspettare che cresca per condividere con lui le attività ludiche. Questo cambiamento può creare uno stato di confusione nel bambino che vive emozioni contrastanti; da un lato potrebbe essere felice e curioso ma dall’altro potrebbe aver paura di essere abbandonato, di non essere più amato e farsi la fantasia che i genitori abbiano fatto un secondo figlio perché lui non bastava e forse non era all’altezza delle loro aspettative.

Il ruolo dei genitori

I genitori quindi consapevoli del delicato momento a livello psicologico dovranno fare attenzione a non negare ma accogliere gli stati d’animo negativi e contenere il figlio comprendendo la sua angoscia, rabbia e gelosia; solamente dando un senso alle loro emozioni essi imparano a gestirle e a non esserne sopraffatti. Espressioni come “dev’essere proprio brutto per te aspettare mentre allatto il piccolo”, oppure “sei arrabbiato perché sto facendo il bagnetto al tuo fratellino” sono esempi che permettono al figlio di sentirsi realmente capito.
I genitori devono essere pronti ad affrontare le fasi di regressione del bambino che prima della nascita o successivamente l’arrivo del fratellino possono comunicare il loro disagio attraverso alterazioni della fame, del sonno e del controllo sfinterico, iperattività, maggiore attaccamento alle figure genitoriali, rifiuto della scuola, aggressività e scoppi di collera, chiusura in se stesso, inibizione, somatizzazioni etc. Si tratta di atteggiamenti inconsapevoli messi in atto per attirare l’attenzione e l’interesse dei genitori; in questo modo i bambini esprimono la loro insicurezza ed è per questo che in queste fasi di transizione hanno bisogno di essere sostenuti e sapere che i genitori continueranno ad esserci sempre, pronti a rispondere a qualsiasi loro bisogno. Trascorrere dei momenti da soli con il primogenito, sottolineando l’importanza del tempo da passare insieme, può essere un modo per farlo sentire importante, speciale ed unico. A volte si tende a coinvolgere il fratello grande che solitamente ama aiutare il genitore, nella gestione del più piccolo, durante il cambio del pannolino ad esempio, ciò potrebbe rafforzarlo ma non deve diventare una routine che rischierebbe di imprigionarlo in un ruolo troppo responsabilizzante. Incentivare la relazione con il fratellino, facendo notare al più grande l’interesse che il piccolo prova nei suoi confronti, può aiutarli ad affrontare questo faticoso cambiamento.

Il rapporto tra il primogenito e il fratellino inizia dalla gravidanza

Sono numerose le domande che si pongono i genitori rispetto a come gestire il momento della gravidanza, l’annuncio dell’arrivo del fratellino, la visita in ospedale, l’accoglienza in casa. Non ci sono regole rigide e uguali per tutti, l’importante è essere chiari e sinceri con il proprio figlio che a qualsiasi età è in grado di capire o comunque di cogliere le emozioni dei genitori: sarebbe importante, infatti, spiegare tutto quello che accadrà affinché si prepari in modo graduale ad affrontare tale evento; l’unica accortezza è che il bambino non venga a sapere da qualcun altro che la mamma aspetta un fratellino. Già durante i nove mesi di gestazione della mamma si viene a creare un rapporto tra il primogenito e il fratellino nella pancia che viene immaginato con pensieri e fantasie; sin da questa prima fase sarebbe utile verbalizzare lo stato d’animo del bambino con affetto, dando un senso a quello che sta vivendo. La cosa fondamentale è che il primogenito capisca ma soprattutto senta nel profondo che i genitori hanno ancora spazio per lui nella loro mente, nel loro cuore e nella loro anima, solo così l’arrivo di un fratellino può diventare davvero un dono prezioso.
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Fonte: Dire.it

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