Uomo di Piltdown, la truffa paleontologica avvenne il 18 dicembre 1912

3rd December 1953: A reconstruction of the famous Piltdown Skull on display in the Natural History Museum, London. Accepted as evidence of the 'missing link' between ape and man since its discovery by Charles Dawson in 1912, the skull has recently been fluorine tested and found to be a hoax, constructed from the cranium of a man and the jawbone of an orang-utan from the Middle Ages. (Photo by Reg Speller/Fox Photos/Getty Images)

La “scoperta” dell’Uomo di Piltdown avvenne il 18 dicembre 1912 e rappresentò una delle più grandi beffe che colpì la comunità scientifica.  A inizio secolo l’archeologo Charles Dawson iniziò a scavare nell’area in cui poi ritrovò un cranio umano e una mandibola di scimmia.

La scoperta fu presentata come sensazionale in quanto in seguito alla riunione del 18 dicembre Arthur Smith Woodward, interpellato dallo stesso Dawson, affermò la somiglianza del cranio rinvenuto a quello di un uomo moderno, fatta esclusione della parte occipitale e delle dimensioni del cervello; la mandibola, invece, somigliava a quella di uno scimpanzé moderno. Ecco allora che si parlò del ritrovamento dell’anello mancante tra la scimmia e l’uomo.

Fu subito fama mondiale. Ma con il passare degli anni iniziarono a sorgere dubbi e l’Uomo di Piltdown fu nuovamente riesaminato per smascherare la truffa del 1912.

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