Nuovi agenti della Polizia Locale, cerimonia in Campidoglio, ma Arvu e Ugl protestano

“3500 assenti 350 assunti: Roma merita più agenti” ed ancora: “Dignità all’uniforme: anche a Roma gradi e carriera conforme”. Questi gli striscioni con cui l’Arvu europea ed il Sindacato UGL di Polizia Locale, hanno attirato l’attenzione in Campidoglio, durante la cerimonia voluta dalla Sindaca Virginia Raggi, delle nuove assunzioni nel Corpo, attese da quasi un decennio.

“Lungi dal voler essere un attacco politico all’amministrazione Raggi, di cui anzi abbiamo apprezzato talune scelte sul Corpo, dal Comandante interno allo sblocco di questo concorso, quali associazioni di categoria non possiamo non evidenziare le criticità e le gravi carenze in cui versa il Corpo di Polizia della Capitale” dichiarano in una nota congiunta Marco Milani, Coordinatore Romano UGL-PL e Mauro Cordova, Presidente dell’ARVU Europea. “Nonostante questa piccola boccata d’ossigeno e la presenza di circa 900 idonei in lista di attesa, la pianta organica del Corpo risulta carente di oltre 3000 unità rispetto alle dotazioni previste, mentre a causa di talune resistenze da parte sindacale, si fatica ad applicare la legge regionale vigente, che prevede un’efficiente riorganizzazione del Corpo, comprensiva del riordino di gradi e carriere”.
Sul tema è intervenuto anche con una dichiarazione il Segretario Provinciale UGL di Roma Sergio Fabrizi: “auspicandoci un intervento di riforma delle Polizie Locali d’Italia da parte della nuova legislatura, non perderemo occasione di portare sotto i riflettori gli oltre 60000 Poliziotti Locali d’Italia, cui quotidianamente vengono richiesti compiti di operatori di sicurezza, senza però volerne riconoscere guarentigie e tutele. Oggi primo giugno abbiamo deciso di esporre le nostre ragioni in Campidoglio, non è escluso che già da domani, 2 giugno, non si arrivi a farlo in occasione di ogni cerimonia che riguardi le Forze di Polizia e le uniformi per denunciare lo stato di disparità che subiscono le Polizie Locali d’Italia a parità di funzioni” conclude Fabrizi.

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