Macelleria messicana, poliziotti in arresto per il massacro alla diaz


Roma, 3 gennaio- Sono stati rifiutati i servizi sociali per i tre super poliziotti artefici dell’irruzione alla scuola Diaz durante il G8 di Genova del luglio 2001. Dopo tredici anni, da quella che i stessi artefici definirono una macelleria messicana, i tre poliziotti ai vertici di quell’operazione sono stati ritenuti colpevoli, sia per l’irruzione che per l’immissione nella scuola di prove false ( come le bombe molotov) per giustificare la stessa irruzione. Ad essere condannati definitivamente sono Spartaco Mortola, che allora dirigeva la Digos di Genova (deve scontare otto mesi), Giovanni Luperi, ex dirigente dell’Ucigos ora in pensione (deve scontare ancora un anno) e Francesco Gratteri, ex numero tre della polizia (anche per lui un anno da scontare). Potranno beneficiare di circa quattro ore di libertà al giorno e dell’uso del telefono, inoltre per buona condotta la loro pena potrebbe essere ridotta. In questi tredici dalla macelleria messicana, nonostante indulti e prescrizioni, la magistratura non ha mai smesso di indagare sui tre, mentre loro facevano carriera all’interno del corpo di polizia. Agnoletto, portavoce del Genoa social forum ringrazia il giudice per la decisione fondamentale, presa fra mille difficoltà. « Nei lunghi anni del processo, mentre i magistrati li inquisivano, le loro carriere progredivano vertiginosamente di promozione in promozione con il beneplacito del governo di turno e con il silenzio del Parlamento -ha esordito Agnoletto-  nessuno nella polizia, come nel governo, ha mai sentito la necessità, nemmeno dopo le condanne di primo e secondo grado, di rimuoverli dai loro incarichi. Nonostante l’attesa di quasi tredici anni, ringraziamo il giudice per la sua decisione. Essa è fondamentale e, anche se fra mille difficoltà, testimonia e ribadisce un principio fondamentale: non ci sono zone franche, non ci sono impunità garantite dalla divisa che si indossa. Le vittime della violenza perpetrata dagli uomini in divisa la notte della Diaz stanno ancora aspettando una parola di scuse dalle nostre istituzioni; che finora non c’è stata ».

di Elisa Bianchini


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