Appalti truccati, Bisignani e Ragusa ancora nei guai


Roma, 19 Febbraio – Ancora guai con la giustizia per Luigi Bisignani, ex giornalista dell’Ansa e già ministro nei governi Andreotti prima nel 1976 e poi nel 1979, nonché appartenente alla loggia massonica della P2, quando il nome dello stesso faccendiere fu ritrovato all’interno di una lista di appartenenti alla famosa loggia massonica a Castiglion Fibocchi, comune italiano nella provincia di Arezzo.

Agli arresti domiciliari è finito anche il generale dei CC Antonio Ragusa, al quale vengono contestati i reati di corruzione e turbativa d’asta, incaricato di esternalizzare i servizi circa la sicurezza informatica di Palazzo Chigi.

Come caporedattore dell’Ansa, agli inizi degli anni ’90, si occupò in modo particolare del comitato organizzativo dei Mondiali  che si svolsero in Italia, poi vinti dalla Germania Ovest. Nel 1992, entra a far parte del gruppo Ferruzzi occupandosi di editoria e comunicazione, come azionista di maggioranza del gruppo Montedison. Nel 2000, viene radiato dall’ordine dei giornalisti in quanto coinvolto nello scandalo Enimont, con conferma della condanna da parte della Cassazione a due anni e sei mesi.

Successivamente il pm De Magistriis lo farà comparire nella lista degli indagati nello scandalo conosciuto come Why Not; siamo nel 2008.

La procura di Roma ha inflitto al manager gli arresti domiciliari per le presunte irregolarità sull’affidamento degli appalti.

Le prime nubi circa lo scandalo della privatizzazione dei servizi telematici di palazzo Chigi segue a stretto giro le vicende relativi al 2011, in cui già lo stesso Bisignani fu condannato agli arresti domiciliari e al quale fece seguito l’arresto di Sabatino Stornelli dell’aprile del 2012, un giro di affari e cessioni di quote azionarie che alla fine ha fatto storcere il naso a molti e convinto la procura e il reparto dei carabinieri dei Ros a vederci chiaro sulla vicenda.

Aggiungiamo che in epoca passata, prima che il servizio fosse ripristinato attraverso le procedure standard della Consip da parte del presidente del consiglio ormai dimissionario Letta, il servizio di sicurezza informatica ha sempre ruotato intorno alla figura di Bisignani o comunque di suoi fedelissimi, quindi lo scandalo sembra aver origine in là nel tempo.

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