“Italia ’77: ultimo atto?”, nuova rassegna al Cinema Trevi


Il Cinema Trevi e la Cineteca nazionale chiudono il mese di febbraio con una rassegna molto ricca, curata da Christian Uva, da giovedì 20 a venerdì 28 al cinema Trevi di vicolo del Puttarello 25.

Il titolo accattivante “Italia ’77: ultimo atto?” e a raccontarla è lo stesso curatore:  “Quale orizzonte in cui si condensano istanze e direttrici drammaticamente in opposizione, il ’77 rappresenta in Italia una stagione profondamente problematica. I film del e sul ’77 sembrano tutti insistere su tale dimensione non riconciliata che tuttavia rappresenta anche la forza, l’energia vitale di un periodo particolarmente degno di interesse non solo dal punto di vista storico-politico, ma anche sul piano culturale e artistico. Parafrasando il titolo di un tardo, misconosciuto ‘poliziottesco’ di Massimo Pirri (Italia: ultimo atto?), uscito proprio in quell’anno, la rassegna presenta una serie di film noti e meno noti in cui, diversamente da quanto accade, nello stesso periodo, nell’ambito della sperimentazione audiovisiva (cui si prevede di dedicare una seconda ‘puntata’ della retrospettiva), il ricatto di una cronaca dominata dalla violenza sembra ostacolare la liberazione dei flussi creativi fondati sull’ironia e sulla leggerezza (con alcune eccezioni), favorendo comunque la produzione di testi particolarmente preziosi per ricostruire lo ‘spirito”’di un cruciale momento di transizione nella storia italiana”.

Nel programma diversi gli appuntamenti da non mancare: il primo incontro giovedì 20 con Carlo Di Carlo, Paolo Mattera, Sofia Scandurra, Christian Uva, Ermanno Taviani e il secondo giovedì 27 con Guido Chiesa, Renato De Maria, Emanuele D’Onofrio; mercoledì 26 Silvano Agosti presenterà il suo film “Nel più alto dei cieli” e venerdì 28 alle ore 19.00 un ricordo di Enrico Maria Salerno di Vittorio Salerno che precederà la proiezione del film “Che notte quella notte!” di Ghigo De Chiar. Nella stessa serata alle ore 20.45 ultimo incontro che chiude la rassegna, con Marino Masé e Renato Scarpa.

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