Scuola: filosofia a rischio. Il pensiero critico è scomodo?

Roma 27 Febbraio – E’ da qualche tempo che nei corridoi del MIUR circola un progetto che ha dell’inquietante per chi ha almeno un pò a cuore la questione della cultura in Italia.

A denunciarlo è il filosofo Roberto Esposito che, su  La Repubblica del 15 febbraio, rivela come stia prendendo corpo il progetto, già in fase di sperimentazione in alcuni licei, di ridurre il ciclo delle scuole secondarie a quattro anni con la conseguente diminuzione dell’insegnamento della filosofia ad un solo biennio.

Chiunque conosca o provi a immaginare i problemi della didattica all’interno dei licei sa già che comprimere l’intera storia della filosofia in tre anni è estremamente difficile. Il più delle volte a farne le spese sono gli argomenti e le rivoluzioni filosofiche recenti, quelle della prima e, il più spesso delle volte, della seconda metà del Novecento, affrontate in fretta e furia sul finire del terzo anno. Pretendere di costringere i programmi in due soli anni è semplicemente delirante.

Un progetto che per l’ennesima volta conferma la direzione verso la quale si vorrebbe far precipitare il mondo della scuola, basato su un’ideologia professionalizzante che intende lanciare i ragazzi un anno prima nel mondo del lavoro (quando questo è già saturo di giovani-adulti che non sanno cosa farsene di trovarsi lì) e teso a una marginalizzazione dei saperi umanistici che minaccia la possibilità di far sviluppare un pensiero indipendente e critico e di rendere i giovani padroni di se stessi e in grado di orientarsi nei problemi del mondo.

Contro questo disegno e questa idea di scuola Domenica 2 Marzo, ore 15.00, al Nuovo Cinema Palazzo di  San Lorenzo a Roma si riunirà la prima assemblea della Costituente di filosofia, movimento organizzato dai docenti, per ribadire l’opposizione al progetto iniziato dalla ex ministra Maria Chiara Carrozza.

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