Valerio Verbano, ucciso 34 anni fa dai fascisti. Roma lo ricorda


Roma, 23 febbraio- Valerio Verbano, un ragazzo, un militante di sinistra, fu ucciso il 22 febbraio 1980, 34 anni fa, da un commando fascista. Valerio fu freddato in casa sua, a Montesacro,  con una spedizione punitiva organizzata. Ieri mattina, dopo anni di silenzio, il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha reso omaggio a Valerio Verbano, depositando sotto casa sua una corona di fiori. Amici e  attivisti, radunati per la cerimonia, hanno intonato le parole di Bella Ciao, seguiti dallo stesso Marino. « Sono passati molti anni ma ricordo bene il senso di orrore e sgomento che l’omicidio efferato di Valerio determinò nella nostra città – ha dichiarato commosso Marino – Io ero un giovane medico e ricordo quanto quegli anni fossero caratterizzati da molta violenza. Per questo pensiamo insieme alla Regione Lazio e ad esponenti del centrodestra di dedicare un giorno alla memoria per ricordare la spirale di violenza che si registrò durante gli Anni di Piombo. Una violenza a volte incomprensibile come quella che caratterizzò l’omicidio di Valerio. Sono orgoglioso di partecipare all’iniziativa di Smeriglio – aggiunge – che porterà alla nascita della Casa del Ricordo affinché quella violenza venga ricordata e non si ripeta mai più». La Casa del ricordo desiderata dalla madre di Valerio, venuta a mancare da pochi anni, dovrebbe essere un centro di documentazione e memoria, a disposizione del territorio e degli antifascisti.  Nel pomeriggio sempre a Montesacro si è radunato un vero e proprio corteo, in onore e in ricordo di Valerio Verbano, ma anche per porre l’attenzione su tutti i casi di abusi giudiziari o polizieschi verso gli attivisti. Il corteo ha percorso via Monte Bianco, dietro le parole “Valerio vive, la rivolta continua“. Presenti in piazza un gruppo No Tav e il comitato di Ilaria Cucchi contro gli abusi in divisa.

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