Valle del Sacco, la forte pioggia diffonde i veleni nelle campagne

Roma, 4 febbraio- Nella Valle del Sacco, una delle zone più inquinate del frosinate, dopo la scoperta di interramento di sostanze chimiche nell’area dell’ex Snia, è di nuovo allarme. Le forti piogge di questi giorni hanno fatto esondare il fiume, rischiando di diffondere nelle campagne circostanti i veleni presenti nel letto del Sacco. « Il betaesaclorocicloesano (sostanza chimica) – denuncia Alberto Valleriani della Rete per la tutela della Valle del Sacco – si è depositato sul letto del fiume, ed in occasioni straordinarie come queste piogge potrebbe essere sollevato dal fondo del corso d’acqua e trasportato alle campagne o comunque a tutti i territori circostanti». Proprio in questo clima di rinnovato allarme per la salute dei residenti si è aperto oggi il processo sull’inquinamento della Valle del Sacco, dopo più di sette anni dalla scoperta dello smaltimento illegittimo di sostanze chimiche. Più di 50 cittadini si sono costituiti parte civile, in quanto nel loro sangue sono stati trovati livelli alti di betaesaclorocicloesano. Tali livelli incidono direttamente sulla salute della persone e possono provocare alterazioni del pattern lipidico, della funzionalità renale e della steroidogenesi, interessando anche gli ormoni sessuali nel sesso femminile. É stata osservata infine una chiara associazione con alterazioni cognitive. Gli interventi di bonifica sono attualmente in corso, ma procedono molto a rilento, come sottolinea Legambiente. «Gli interventi di bonifica – ricordano gli ambientalisti – sono in corso e stanno riguardando il censimento e la rimozione di manufatti contenenti amianto, interventi per la messa in sicurezza delle discariche, la rimozione selettiva dei terreni contaminati. In alcuni punti critici, tuttavia, sono in atto una serie di ordinanze per interdire l’uso agricolo e per inibire l’uso delle acque di pozzi idropotabili». Legambiente però sottolinea che è necessario diminuire l’eccessiva pressione industriale che gravita sulla Valle del Sacco altrimenti non sarà sufficiente la bonifica per migliorare la situazione.

di Elisa Bianchini

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