Atac allo sbando – metro B senza manutenzione per 245 milioni


Roma, 16 Marzo – Un’Atac allo sbando. Con la metà dei vagoni senza manutenzione, le rotaie a rischio e la velocità di soli 15 km orari nei tratti più pericolosi, alla metro B, mancano la bellezza di 245 milioni di manutenzione.

I motivi dei disagi, spiega l’Atac in un suo comunicato, vanno ricercati dei mancati trasferimenti tra Regione e Comune, soldi necessari per pagare i fornitori, che al momento hanno sospeso i lavori nei vari cantieri della metro B.

Il dato più sconcertante, secondo fonti interne, è sicuramente la mancata revisione obbligatoria dei vagoni superato il milione e mezzo di chilometri. Almeno la metà dei vagoni in uso sulla linea sono in tutto e per tutto fuorilegge, con i chilometri percorsi dalle carrozze passato da 7 milioni a 22 milioni dal lontano 1992.

Il tratto tra Eur Fermi e Laurentina, poi, obbliga i conducenti delle motrici a ridurre la velocità a soli 15 km orari, colpa il rischio cedimenti a cui possono andare incontro i binari su cui viaggiano i treni.

Una situazione paradossale che, con il corso del tempo, è andata solo che peggiorando, con l’azienda incapace di poter far fronte dall’interno all’emergenza. Ad oggi, ci sono infatti 100 addetti all’armamento per 182 km di ferrovia, pochi, insomma, per garantire gli standard di sicurezza necessari. Un problema questo che potrebbe essere risolto se l’azienda avesse le risorse per assumere ulteriore personale.

Detto questo, in considerazione della durata del servizio – la metro apre alle 4:30 e chiude all’1:30 – i cantieri sulla linea rimangono aperti per solo 4 ore, poche perché le cose si sistemino in tempi rapidi.

Ma oltre ai finanziamenti che non arrivano, un altro punto cruciale è  Ogr, officine grandi riparazioni, capace di rifornire la flotta con solo 4 nuovi treni all’anno, quando in realtà il numero complessivo della stessa è di 80. da alcuni rapidi conti, si scopre che ci sono treni che viaggiano su rotaia almeno dal 1980, con milioni di chilometri sulle spalle.

In realtà, come spiega un addetto ai lavori, ” Non ci sarebbero grossi problemi”, dice un responsabile della manutenzione, “i treni potrebbero essere controllati anche quotidianamente attraverso il nostro protocollo interno (una visita ogni due giorni, ogni 3mila km, poi si sale di livello: 40mila, 120mila e infine la revisione generale). Il problema semmai è un altro: la mancanza di manodopera e di pezzi di ricambio”.

“Se entra un treno in officina – aggiunge un meccanico – si torna mediamente in servizio dopo 5 ore, con tutto ciò che ne consegue, cioè linea bloccata e sfasamento degli orari di tutte le corse”.

Conti alla mano, per ogni treno, si dovrebbero spendere 7 milioni di euro per ogni 1,5 milioni di chilometri percorsi per un’intera manutenzione. Una revisione generale che restituirebbe un treno “vergine” e perfettamente funzionante, un po’ come succede ogni due anni per le automobili.

I sindacati Cgil, Cisl e Uil visti i disagi e un servizio inefficace, sono già in allarme e accusano Atac di non aver mai improntato nessuna strategia manuntentiva, avvalendosi di soli interventi tampone.

Con il cittadino a pagarne le conseguenze.


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