Carnevalone Liberato di Poggio Mirteto. Foto in esclusiva


Roma, 10 marzo – Come di tradizione, anche quest’anno, il 9 marzo 2014, non poteva mancare, rigorosamente ogni prima domenica di quaresima, l’appuntamento con il Carnevalone Liberato di Poggio Mirteto, detto anche il Carnevale Anticlericale, una delle più importanti tradizioni di questo grazioso paese della provincia di Rieti.
Che cos’è il Carnevalone Liberato? La sua origine risale al 24 febbraio 1861, durante i tumulti per l’unificazione d’Italia, quando, a seguito della rivolta popolare, venne decretata la liberazione di Poggio Mirteto dallo Stato Pontificio, cosicché la popolazione decise di celebrare ogni anno questa ricorrenza.
Nel 1929 però, con i Patti Lateranensi, il fascismo decise di sopprimerla, a causa del carattere poco “ortodosso” di questa festività.
Il Carnevalone Liberato fu poi ripristinato nel 1977, conservando tutte le sue caratteristiche tipicamente laiche, libertine e ludiche, satireggiando in maniera ironica e scherzosa, mai polemica, sugli usi e costumi della società corrente, prendendo di mira in maniera giocosa l’austerità clericale e il conformismo, il tutto in un pieno clima carnascialesco, fra canti, balli e spettacoli.
La mattina del 9 marzo, prima dell’inizio della manifestazione, l’organizzazione del Carnevalone Liberato ha dato notizia di un possibile annullamento della festa, per cause non specificate, ma non dipendenti da loro, sarebbe stato il primo annullamento dopo 38 anni!
Fortunatamente, vista la grande affluenza di persone che sta giungendo a Poggio Mirteto, lo “spettacolo” del Carnevalone Liberato è stato assicurato, seppur in forma ridotta.
A partire dalla tarda mattinata, la piazza ed il centro di Poggio Mirteto è piena di persone, assolutamente mascherate; camminando puoi incontrare “suore” e “preti”, personaggi politici, mostri di ogni specie, gli M&M’s, fino a Peppa Pig, e gustare i prodotti eno-gastronomici del posto, in particolare le tipiche pizze fritte. Lungo il percorso gli artisti di strada si esibiscono in “colorate” esibizioni e improvvisazioni musicali folcloristiche e drum and bass con basi musicali e pentole, facendo ballare tutti i partecipanti della festa.
I palchi allestiti per le band musicali sono tre, dove suonano rock e reggae, la musica ha continuato fino alle 20,00 circa.
Come di rito, verso il termine della festa, a fine serata, al centro della piazza, c’è il tradizionale falò del pupazzo, prima hanno dato fuoco ad un grande oggetto dalla forma di una caffettiera e poi al pupazzo della Pantasima, così da decretare la fine dei festeggiamenti con uno spettacolo pirotecnico.

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Foto di Zoa Art

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