Fabrizio Barca: i luoghi ideali del PD


L’idea del PD di Fabrizio Barca ritorna nella melodia di parole, che spiegano in modo pacato quale visione di centro sinistra sia – non diversamente dai renziani – pronta ad agire.
Repubblica tv riprende l’intervento di Barca alla sezione storica del PD di via dei Giubbonari. 24 marzo mattina, tra pioggia e sole, la sezione è piena e dopo le 12 Fabrizio Barca parla.

Il progetto avrebbe dovuto essere presentato a febbraio ma “cosa sono venti giorni davanti alla storia”, Barca cita Renzi per annunciare che alla fine il progetto è iniziato. Si tratta di undici progetti legati a 11 sezioni, i circoli del PD che in modo trasversale alla penisola con una rappresentanza territoriale, sviluppino un progetto. Undici progetti per un’unica voce, quella che tra un anno sarà un programma nazionale che faccia dire “il partito può lavorare così”. E’ un percorso dei luoghi ideali, come un cammino fatto di tappe che Barca, esponente di spicco dell’ala sinistra dei democratici, nega sia un traguardo alla conquista della segreteria del partito.
I circoli del PD saranno allora quei luoghi ideali pensati e ri-pensati, per raccogliere idee, trasformarle, combattere per esse.
Alle domande su Renzi leader, su un PD ripreso per i capelli Barca risponde di sì “Renzi ha dato una scossa al PD”, Fabrizio Barca pensa infatti di essere un’idea alternativa, ma una voce che “riempie”, “ un partito palestra – pensante”. Barca vuole coniugare l’idea pensante con la capacità di spirito critico, con l’abilità di tradurre in pratica le idee vincenti. I luoghi ideali non sono antirenziani, per Fabrizio Barca sono invece una convergenza, parola assai usata anche dal premier, saranno quindi un modo in più per non lasciare che il vuoto fluido dell’antipolitica riempia ancora spazi politici o che una scossa rimanga solo tale, al massimo nostalgica di un rimbombo.
La scossa di Renzi per Barca “è arrivata, nei metodi, nei modi e per il primato della politica”. Il nodo di gordio sta nell’aspetto sottostante a tale scossa. Fabrizio Barca, da poco coinvolto nella telefonata-scherzo de La zanzara del mese scorso, cerca di spiegare i motivi reconditi del suo timore, espresso al telefono in forma privata, ma ora in via ufficiale. I timori, per barca, sono corrispondenti a quelli di “una piccola parte della classe dirigente che teme che la scossa non riesca”. Barca ci tiene però a chiarire che I titoli del governo sono giusti, dalle scuole all’Irpef. Sono idee valide e temi che vanno affrontati dalla sinistra, ma è necessario anche “essere pronti per il cambiamento e prepararsi a usare gli spazi per infilarsi”. In qualche modo per Barca la sinistra non può più permettersi di perdere, deve avere un piano B.
“Ho visto che in molti parti di Italia parlano con me senza chiedermi la tessera.. quei 150,000 del PD, devono smettere di aspettare il cavaliere bianco e darsi da fare”

Roma, 24 marzo

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