«Studieremo ancora!». Non funzionano i nuovi farmaci per combattere la latenza dell’HIV.

Purtroppo non funzionano i nuovi farmaci sviluppati dagli scienziati della John Hopkins University per combattere l’HIV dormiente nelle cellule infette.

Lo hanno annunciato, a malincuore, gli stessi ricercatori sulla rivista Nature Medicine del 23 marzo 2014.

Ma che cosa è l’HIV?
E’ il virus dell’Immunodeficienza Umana cioè è l’agente responsabile dell’Aids, o Immunodeficienza Acquisita.
L’Hiv si trasmette in molti modi, in particolare tramite i rapporti sessuali non protetti, le trasfusioni di sangue infetto e purtroppo anche durante una gravidanza, da madre a figlio.
Dal primo caso conclamato di Aids, datato 5 giugno 1981, la malattia ha falciato 25 milioni di persone. Non essendoci vaccini e cure capaci di debellare la forma conclamata si punta tutto sull’informazione e sulla prevenzione.
Inoltre si sa da tempo che quando un paziente smette di prendere i farmaci, i piccoli serbatoi dell’HIV si riattivano, ostacolando qualsiasi terapia.

Robert F. Siciliano e il suo team hanno tentato una nuova strategia agendo sul virus latente. Infatti mentre l’Hiv è inattivo non è rilevabile con gli esami del sangue, perché nascondendosi nelle cellule non si replica in quantità tali da permettere all’organismo di riconoscerlo come corpo estraneo.

L’idea era quella di stimolare proprio l’Hiv che si nasconde nelle cellule T del sistema immunitario, in modo da renderlo visibile e permettere all’organismo di attaccarlo e distruggerlo.
Le prove di laboratorio fatte su globuli bianchi prelevati da alcune persone infette non hanno dato, tuttavia, i risultati sperati.

Gli scienziati non si arrendono: «studieremo ancora», hanno affermato, anche perché gli esperimenti hanno permesso di sviluppare prove di laboratorio più recettive per testare la riattivazione del virus.

Il prossimo atto sarà lo studio di farmaci in combinazione.

Roma, 26 marzo

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