Non potabilità dell’acqua, scoppia il caso arsenico a Roma


Roma, 3 marzo- Continuano i disagi per i cittadini romani, soprattutto nei quartieri a nord della Capitale. Nonostante le rassicurazioni del Comune infatti non si placano le proteste dei residenti per gli innumerevoli disservizi dovuti alla comunicazione della non potabilità dell’acqua. Ricordiamo che nei giorni scorsi il Campidoglio aveva diffuso l’ordinanza di non potabilità dell’acqua, a causa di agenti chimici presenti, fra cui soprattutto arsenico.  E’ stato pertanto vietato l’utilizzo dell’acqua corrente fino a dicembre e non soltanto per uso alimentare, ma anche per igiene personale. Dopo le polemiche sui ritardi nelle informazioni e sulla mancanza di affissione di manifesti informativi, Marino ha preso parola di persona. Sostenendo che in molte zone la comunicazione di non potabilità era già stata data tramite dicitura sulla bolletta. Per tutti gli altri quartieri, le responsabilità non sarebbero da attribuire al Comune, dato che l’acquedotto in questione è gestito da una società regionale, l’Arsial. Esattamente le zone interessate dall’ordinanza di non potabilità sono Malborghetto, Brandosa, Casaccia, Casal di Galeria, Monte Oliviero, Piansaccoccia, Camuccini. Mentre invece al di là delle indiscrezioni sembrano escluse da qualsiasi rischio le zone di Labaro, Primavalle e Giustiniana. Il Campidoglio ha rassicurato i cittadini che l’Arsial prenderà tutti i provvedimenti necessari per ridurre al minimo i disagi, dislocando sul territorio punti di rifornimento.

Per info sugli approvvigionamenti, sulle analisi e sulla quantità di arsenico presenti nell’acqua, il Comune ha attivato un numero verde: 06 06 06


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