Spending review: taglio alla politica e alle forze dell’ordine


Roma, 18 marzo- E’ arrivata al capolinea la scure della spending review, iniziata dal commissario Cottarelli sotto il governo Letta. Sono previsti tagli per 33 miliardi nel prossimo triennio. Il rapporto, composto da 70 slides è in mano a Renzi e Delrio, a cui spetta adesso il compito di far approvare in Parlamento la prima sforbiciata di sette miliardi, prevista per questo anno, anche se ad essa andranno tolti gli 1,4 miliardi che Cottarelli avrebbe voluto decurtare dalle pensioni. Al primo posto per i tagli, vi è una delle questione più annose per il governo, che aveva portato sul piede di guerra gli interessati contro l’allora ministro La Russa, stiamo parlando dei tagli al compartimento difesa e alle forze dell’ordine. Mentre il capo della polizia denuncia uomini e mezzi insufficienti per garantire la sicurezza su tutto il territorio nazionale. Renzi ha dichiarato « spendiamo troppo per la Difesa » e ha già annunciato la chiusura di caserme e presidi. Il ministro della Difesa Pinotti, in accordo con il premier, ha invece annunciato una diminuzione al piano degli F35, che prevedeva l’acquisto di 90 cacciabombardieri da parte dell’Italia. Si parla di un risparmio di appena 100 milioni nell’anno in corso, che dovrebbe arrivare a 2,6 miliardi nel 2016. A questo si aggiunge l’accorpamento fra i vari settori di polizia, troppi secondo il governo ( oggi ci sono cinque divisioni) e una razionalizzazione suol territorio fra polizia e carabinieri. Dovremmo essere intorno ai due miliardi, sempre su base triennale, ma comunque non per quest’anno. Nel mirino della spending review sono finite anche le Ferrovie e i trasporti locali, a cui lo Stato trasferisce fondi superiori del 55 per cento rispetto alla media europea. Quindi tagli sopratutto alle partecipate e municipalizzate, in cui si contano quattro mila enti, con altrettanti consigli di amministrazione, spesso inutili. Si parla di un taglio di 400 milioni a partire da quest’anno, che diventeranno cinque miliardi a regime, cioè nel 2016. Al controllo non sono sfuggite le lobby degli autotrasportatori, secondo Cottarelli, i Tir portano a cassa ogni anno incentivi e sgravi fiscali pari a 400 milioni. A destare molte polemiche e perplessità ci sono le nuove misure sulle pensioni e sull’età pensionabili, già fortemente colpite dalla precedente riforma Fornero. Cottarelli ha previsto un anno in più di contributi per le donne che vogliono andare in pensione, passando da 41 a 42. Un intervento che dovrebbe garantire 1,7 miliardi in tre anni. Poi si aggiungo misure ed interventi sulle pensioni di guerra, sulla reversibilità e sugli assegni di accompagnamento per gli invalidi. Presente nelle slides, anche se totalmente escluso da Renzi, nell’intervista a Bruno Vespa, il contributo sulle pensioni medio alte. Infine uno degli argomenti più proclamato da Renzi durante la campagna per l’elezione a segretario del Pd, il taglio ai costi della politica. La spending review ha già messo in conto le 150 auto blu messe all’asta, che dovrebbe portare a 600 milioni in tre anni ( se contate anche le consulenze). Una sforbiciata agli organi centrali e decentrati dovrebbe poi portare ad un risparmio di 400 milioni quest’anno e di tre miliardi a regime.


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