Un cinema che è (al)la fine del mondo


Roma, 17 marzo- Il fotografo estone Kaupo Kikkas ha immortalato un luogo così magico che dopo pochi giorni è già diventato leggenda. Tra le montagne della punta meridionale della penisola del Sinai, in Egitto, sorge un cinema. Unica particolarità: la “sala” si trova nel bel mezzo del deserto.

La storia narra che un ricco imprenditore francese abbia finanziato il progetto di aprire una sala cinematografica proprio in quel luogo angusto e desolato, un’idea a dir poco senza precedenti. E’ riuscito quasi completamente nel suo intento quell’uomo facoltoso e sognatore: i 150 posti ci sono, il nome era stato trovato (“The End of The World”) e l’impatto visivo è senza dubbio d’effetto. Eppure qualcosa è andato storto perché il progetto non è mai partito. C’è chi dice che le forze dell’ordine egiziane si siano opposte, chi racconta invece che il giorno della prima i problemi tecnici abbiano preso il sopravvento.

Sta di fatto che la sala giace abbandonata da anni, incustodita e polverosa. Il luogo, che sarà sicuramente nei prossimi mesi meta di pellegrinaggio per i cinefili più accaniti, è ora talmente surreale da ricordare un film di Terry Gilliam. O, perché no, una pellicola sulla fine del mondo.


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