Continua la battaglia del Comitato del Risanamento Ambientale

Continuano le battaglie del Comitato del Risanamento Ambientale di Guidonia e Fonte Nuova, per la discarica dell’Inviolata, ecco un nuovo comunicato che riguarda la scelta da parte della Regione Lazio del senatore di Vincenzi.

“Grazie alle risorse della Regione, gli enti locali potranno proseguire con maggiore serenità e celerità nei progetti di sviluppo della differenziata. Contestualmente, si concluderanno i lavori e il collaudo dell’impianto di trattamento meccanico biologico dell’Inviolata e giungerà a termine la conferenza dei servizi per il rinnovo dell’Aia della discarica di Cupinoro in attesa del parere definitivo del Mibac. In questo modo, attraverso soluzioni strutturali, si avvia una gestionemoderna del ciclo dei rifiuti, in linea con le indicazioni europee, destinata a superare i limiti e le arretratezze del passato e trasformare finalmente i rifiuti in risorsa economica” ha dichiarato alla stampa il consigliere regionale del Pd, Marco Vincenzi, avvicinatosi così agli inceneritoristi ed ai
tanti sponsor ufficiali di Manlio Cerroni, l’indagato e rinviato a giudizio “magnate della monnezza”.

Davanti alle lotte ormai “storiche” di intere comunità locali (Guidonia e Fonte Nuova, Bracciano e Cerveteri tra gli altri) contro ecomostri, discariche inquinanti, impianti di trattamento dei rifiuti che preparano le ecoballe da bruciare nei cementifici o negli inceneritori, devastazioni ambientali, insulti al paesaggio ed alla storia, autorizzazioni illegittime della “cricca” regionale collusa con gli interessi del privato, l’ex sindaco (ed ex extraparlamentare di sinistra…) di Tivoli si rivela come sostenitore dell’impianto TMB all’Inviolata – notoriamente autorizzato in modo illegittimo dalla Regione Lazio tanto che i suoi lavori di costruzione sono stati sospesi recentemente – e per il rinnovo dell’AIA alla discarica di Cupinoro – notoriamente forzata da procedure che non
tengono conto dei vincoli paesaggistici. La Regione Lazio continua a proporre metodologie sorpassate e non in linea con le indicazioni europee, insiste nel rifiutare un approccio più moderno e più rispettoso della salute dei cittadini, dell’ambiente oltre che economicamente più vantaggioso e, soprattutto, continua ad affrontare il problema della gestione dalla fine del ciclo (impianti nocivi ed impattanti) e non a monte (tutte le iniziative che devono indurre una riduzione della produzione di rifiuti, la differenziazione obbligata, la tariffa puntuale, il riciclo ed il riutilizzo). Non solo, ma il Vincenzi plaude alla scelta, tutta elettoralistica, dei responsabili regionali (Zingaretti e Civita) che hanno impegnato tre milioni di euro di denaro pubblico per “soccorrere” i comuni rimasti orfani delle discariche recentemente chiuse (Cupinoro e Inviolata) ed alle prese con extra costi che non immaginavano per portare i loro rifiuti ad oltre cento chilometri dal luogo di produzione. Ci vogliono far credere sempre che tutto è inaspettato, imprevedibile, quando sono oltre dieci anni che il Lazio si trova in una situazione di emergenza rifiuti (costruita a tavolino in modo delinquenziale, come si legge negli atti giudiziari)! Cosa hanno fatto tutti questi amministratori locali per evitare di trovarsi in questa situazione? Sarebbe interessante conoscere il parere della Corte dei Conti in merito.

Va inoltre rilevato che la stessa istituzione regionale, appena pochi mesi fa, attraverso la ormai famosa Ordinanza ferragostana di proroga a firma del vicepresidente Smeriglio (anch’egli indagato), imponeva ai 49 comuni conferitori all’Inviolata di “avviare la raccolta differenziata porta a porta o almeno la separazione del 50% della parte organica dei rifiuti in applicazione dell’art. 191 comma 2 del Dlgs. 152/2006”. Orbene, quest’ordine emanato dalla Regione non solo è stato disatteso allegramente dai comuni inadempienti durante il periodo di efficacia dell’Ordinanza (poi dichiarata illegittima dai giudici del TAR), ma è incredibilmente in contraddizione con quanto deciso dalla Giunta regionale, che oggi arriva addirittura a premiare quegli amministratori comunali
inadempienti (invece di sanzionarli), in spregio totale verso le normative di riferimento.

Le incontrovertibili inefficienze amministrative a discapito della collettività devono essere pagate direttamente da chi gestisce male la cosa pubblica e non dai cittadini/contribuenti. Gli amministratori regionali invece preferiscono regalare denaro (circa 150.000 euro di media ai 77 comuni che si trovano in bolletta) a chi non ha saputo né voluto passare alla raccolta differenziata
porta a porta, mentre dovrebbero sanzionare i comportamenti illegittimi ed inadempienti. Il tragico è che questi “signori” fanno campagna elettorale con le risorse pubbliche, se ne vantano e rivendicano la giustezza delle scelte illegittime di una Regione Lazio che è oggi in gran confusione ed è più cerroniana di ieri.

Roma, 23 aprile


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