Lazio: Lotito tra russi e Flaminio

Non c’è pace per la Lazio e Claudio Lotito. Dopo settimane di tensione con la tifoseria, in piena polemica con il patron e che ha portato alla clamorosa decisione di molti ultras della Curva Nord i disertare lo stadio fino a fine campionato, ecco arrivare notizie di possibili compratori. Secondo Sportmediaset, Claudio Lotito sarebbe stato stato contattato nelle scorse settimane da un gruppo russo, la cui identità è al momento sconosciuta, che avrebbe cominciato a studiare i conti della Lazio per rilevare il club. “La cifra messa sul piatto dai russi – si legge nell’articolo – va persino al di là dell’immaginazione del numero uno biancoceleste: si parla di 150/170 milioni. Molto, moltissimo se paragonato ai 300, ad esempio, incassati da Massimo Moratti nell’affare con Thohir”. La smentita però è arrivata poco prima di pranzo dallo stesso patron, interpellato da Cittaceleste.it: “Lasci perdere queste baggianate, la saluto, arrivederci!”.

Ma non è tutto. C’è infatti da recuperare terreno nei confronti dei “cugini” giallorossi sul fronte stadio. E allora riecco tornare in auge il Flaminio. Secondo il Corriere della Sera, un sopralluogo in elicottero sarebbe stato già effettuato il 28 per esplorare i terreni di proprietà di Lotito in zona Tiberina e, soprattutto, per osservare dall’alto l’ovale che può ospitare il nuovo progetto. Il dialogo sul Flaminio si è aperto nelle scorse settimane e sembra già aver ottenuto diversi sì. L’impianto, attualmente affidato all FIGC per un anno, è da diversi anni un problema per il Comune, soprattutto dopo l’addio della Federazione Italiana Rugby, che voleva farne Casa Azzurri. Burocrazia infinita e diatribe con la Fondazione Nervi hanno condizionato il futuro del Flaminio, che ora però potrebbe davvero trovare una soluzione definitiva. E a confermarlo è anche Tuttosport: Pronti ben 50 milioni di euro per adeguare la struttura alle norme UEFA, dotare l’impianto di copertura e altri comfort. Che sia la volta buona, per tutti?

Roma, 12 aprile

 

 

Così stavolta il restyling dello storico impianto di viale Tiziano può partire davvero. Per rimetterlo in efficienza potrebbero servire dai 15 ai 35 milioni, dipende dal tipo d’intervento, se solo per l’agibilità oppure per mettere anche una nuova copertura. Ma con la logica della compensazione Lotito potrebbe rientrare dai costi grazie al nullaosta per edificare sui terreni sulla Tiberina: lì la legge non gli consente di costruire su lo stadio ma nell’area potrebbero essere sviluppati altri progetti sempre collegati al marchio Lazio. Di sicuro il Flaminio rappresenta la risposta romantica all’impianto avveniristico presentato dalla Roma in Campidoglio alla fine di marzo. Costi diversi così come i vincoli. Perché servono altri due okay all’inizio dei lavori: il primo è quello della famiglia Nervi, gli eredi dell’architetto Antonio che progettò l’impianto inaugurato a marzo del ‘59, che detengono una sorta di proprietà intellettuale delle carte originali. Il secondo è quello di Renzo Piano, cioè colui che ha disegnato l’Auditorium e che mantiene un ruolo di supervisore sullo «skyline» dell’intera area. Chissà che il restyling non venga affidato proprio a lui. (Corriere della Sera)

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