Roma, Garcia: “Bene il ritorno in Champions, ma da secondi o primi”

La voglia di entrare in Europa era tanta, ora però la matematica dice che la Roma c’è, ma si dovrà vedere da quale porta entrerà. Più verosimilmente con il secondo o il terzo posto, ma Rudi Garcia continua a non mollare lo sguardo dalla Juventus capolista. “Avevamo l’obiettivo di tornare in Europa, questa cosa è già fatta, quando riusciamo in un obiettivo e rimangono tante partite è normale cambiare obiettivo, ma ora vogliamo essere in Champions, direttamente, col primo o col secondo posto, il primo non è nelle nostre mani, l’altro obiettivo è giocare per i tifosi. Quando vedo Taddei esultare con la Curva Sud penso che lo abbiamo raggiunto da tempo, ridare orgoglio e sorriso ai tifosi e alla squadra, l’immagine di Taddei è perfetta, questo obiettivo era più importante della classifica. Juve favorita? Ovviamente, sono in vantaggio, noi dobbiamo fare il nostro e arrivare a -5 e poi aspettare”.

Domani impegno difficile in Sardegna contro il Cagliari, che non perde con i giallorossi dal 1995: “E’ sempre difficile vincere in trasferta, cambieremo domani la statistica. Momento delicato? Per me non cambia nulla, arriviamo piano piano alla fine della stagione, rimane un mese e mezzo che è molto, ma quando ci sono meno partite la squadra che è dietro ha meno diritto all’errore e lo sappiamo, domani andremo per prendere i tre punti, è il miglior modo per avere questo scarto sul terzo e provare a diminuire lo scarto sul primo”.

Il ritorno a Cagliari di Nainggolan da fresco ex non sarà semplice: “Abbiamo parlato insieme. Quando un giocatore gioca molto tempo con una squadra e ci è stato molto bene, come nel caso di Radja, è normale che sul piano emotivo sarà una sfida particolare, come sempre quando succede questo. Lui farà il massimo per la Roma, per vincere con noi, con tutto il rispetto necessario”.

Occhio poi anche a Ljajic, che sembra l’unico scontento nel gruppo giallorosso: “Adem è come un diamante grezzo, Hazard era lo stesso all’arrivo a Lille, quattro anni dopo era completamente differente, per Adem può succedere lo stesso, ha fatto 5 gol e 5 assist, ha un talento importante”.

Poi lo sguardo dei giornalisti e di Garcia si sposta sul futuro, anche se sempre legato al presente: “Quanto in alto voglio che arrivi la Roma per continuare ad allenarla? Il più in alto possibile. Penso che bisogna crederci fino alla fine, dopo sarà una stagione eccezionale. Ma dobbiamo fare in modo di andare avanti, perché non è finita. Poi sarà il momento di parlare della prossima stagione coi proprietari e i direttori che sono qui ogni giorno e vedere quello che possiamo fare. Bisogna prima raggiungere questo finale di campionato e fare in modo di essere più in alto possibile. Penso sarà tutto più facile a fine stagione. Se parlo oggi dicendo di stare tutti concentrati sulla partita e inizio a parlare di mercato, non va bene. Non voglio cadere in questa trappola. A inizio stagione abbiamo lavorato mano nella mano con Sabatini e l’abbiamo fatto tutta la stagione e lo faremo in futuro. L’unica cosa che cambia è che nel club conta prima l’economia. Vedremo cosa succede a fine stagione, l’unica cosa che sappiamo, anche se non serve a nulla tornare indietro, è che abbiamo avuto bisogno di vendere di più durante il mercato estivo. Ma abbiamo fatto in modo di costruire una rosa per raggiungere l’Europa e l’abbiamo fatto. Le scelte sono state giuste e faremo in modo di farlo anche l’estate prossima. L’unica cosa, e poi mi fermo, è che quando c’è un mercato non esiste di dire che nessuno si sbaglia. Ci sono tanti parametri quando un giocatore arriva. Bisogna vedere il talento, come si inserisce, ha bisogno di tempo. Per questo alcuni giocano alla grande subito e altri che hanno bisogno di tempo. Su questo bisogna sapere questa cosa”.

E a chi gli chiede se l’attuale squadra può superare un ipotetico girone di Champions, Garcia risponde: “La verità è che la rosa del prossimo anno non sarà la stessa di quest’anno. Forse a Barcellona non cambierà, ma ogni rosa del mondo cambia almeno un giocatore. Vuol dire che per il momento non possiamo rispondere. L’unica cosa su cui siamo d’accordo è che vogliamo la migliore Roma ogni anno, e questa di quest’anno non è veramente male.

Mentre a chi gli fa notare che De Rossi è il centrocampista più utile della Serie A con l’82% di passaggi riusciti, il tecnico è sicuro: “Daniele è un grande giocatore. Uno dei più grandi centrocampisti che ho visto nella mia carriera. Nel mio gioco tocca molti palloni e non perde quasi mai la palla. Ma ha il vantaggio di giocare basso e avere il gioco davanti a lui. È normale che quando un centrocampista gioca più alto e deve prendere più rischi ci sono meno passaggi riusciti, ma quando uno sta davanti deve rischiare, bisogna provare il passaggio decisivo. Daniele lo può fare, ma perché levare un giocatore che dà il meglio davanti alla difesa per alzarlo perdendo equilibrio? Non è il caso, anche se abbiamo giocato più col trequartista che col 4-3-3″.

Roma, 5 aprile


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