Simon Hantaï e l’avanzamento dell’arte non figurativa

L’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici presenta fino all’11 maggio 2014 la prima importante retrospettiva dedicata in Italia al grande pittore Simon Hantaï, protagonista assoluto dell’astrattismo del secondo Novecento, nonché ideatore per eccellenza della tecnica del ‘pliage‘,un metodo che consisteva nel piegare e accartocciare la tela, impregnarla di colore e poi riaprirla.

La mostra curata da  Éric de Chassey propone al pubblico la pittura di sperimentazione di Simon Hantaï, offrendo  una lettura cronologica del suo percorso artistico basato sulla continua ricerca e manipolazione della materia. Divisa in due sezioni la rassegna, presenta circa 40 opere, di diversi formati, realizzate dall’artista tra il 1958 e il 2004 . Completamente priva di qualsiasi riferimento al mondo oggettivo, l’arte di Hantaï  mette fin da subito, a dura prova i canoni e i valori tradizionali dell’arte e il significato filosofico e sociale che nel corso dei secoli essa aveva assunto di fronte a la realtà. Infatti legata al concetto di astratto, l’opera dell’artista francese rivela questo «non reale» e crea immagini che non appartengono alla nostra esperienza visiva. Essa, esprime semplicemente contenuti di libera composizione come  linee, forme, colori, senza imitare mai la realtà concreta in cui noi viviamo.  Le sue tele, cioè, mostrano  solamente una sorta di riflessione teorica ed estetica, giustificata e realizzata da particolari immagini nuove e audaci, che definiscono con autorevolezza l’identità di un’arte non figurativa, creata solamente con forme poco riconoscibili, segni geometrici autonomi. Basta notare, le grandi opere come Peinture (Écriture rose) e À Galla Placidia (1958-1959) e i tanti lavori a piccole pennellate e tratti, ma anche  i dipinti realizzati con la tecnica del pliage, come le prime Mariales:  risposta magnifica di Hantaï al lavoro di Matisse e Pollock. Tutte opere decisamente astratte, che contribuirono enormemente all’evoluzione di uno dei più influenti linguaggi artistici del Novecento.

Una mostra che delinea lo sviluppo dell’arte cosiddetta astratta, dove pensiero e immagine si evolvono in relazione l’uno con l’altra, prendendo le mosse da problemi formali e concettuali che si impongono con forza alla nostra attenzione.

Roma, 24 aprile

 

 

 

 

 

 


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