1998: Francia sul tetto del Mondo, giallo Ronaldo


Dopo 60 anni, la Coppa del Mondo torna in Francia, fortemente voluta de Le Roy Michel Platini. Un’edizione che riporta finalmente il pubblico negli stadi, dopo il mezzo flop di Italia ’90 e l’edizione americana non troppo partecipata: quasi tre milioni di spettatori negli stadi di Saint Denis, Parigi, Lens, Nantes, Lione, Saint-Etienne, Montpellier, Marsiglia, Tolosa, Bordeaux, tutti ristrutturati per l’occasione, con un costo pari a 1.180 miliardi di lire.

Un’edizione quella francese che vive sul confronto a distanza tra i campioni in carica del Brasile e i padroni di casa, i Blues. La marcia della Francia è perfetta: Sudafrica  liquidato per 3-0, l’Arabia Saudita per 4-0, la Danimarca 2-1, con il girone chiuso a punteggio pieno. Poi agli ottavi il colpo di fortuna (cercata però) contro il Paraguay, superato solo al secondo tempo supplementare col il golden-gol (novità di quella edizione) di Blanc. Poi per Deschamps e compagni la sfida all’Italia di Cesare Maldini a Saint Denis, una sofferenza vera ma superata ancora una volta grazie alla dea bendata, che da una mano ai rigori ai padroni di casa. Nulla sembra ormai poter fermare i Blues, che in semifinale vincono di rimonta sulla sorpresa Croazia e si giocano a Parigi la Coppa. Di fronte a loro proprio i verdeoro della stella Ronaldo, che tanto aveva impressionato l’anno prima nel torneo parigino che anticipava la rassegna iridata. Per i carioca Vittoria all’esordio con la Scozia (2-1), seguita dal netto 3-0 al Marocco firmato Ronaldo-Rivaldo-Bebeto, prima del passo falso contro la Norvegia (2-1) che non compromette la qualificazione agli ottavi, dove il Cile di Salas viene spazzato via dalle doppiette di Cesar Sampaio e Ronaldo. Ai quarti con la Danimarca è durissima: sotto con Jorgensen, recupera e supera grazie a Bebeto e Rivaldo. Brian Laudrup riporta le cose in parità ma a 30 minuti dalla fine decise ancora Rivaldo. E in semifinale decisivi i rigori con l’Olanda, che l’aveva fermata sull’1-1 (a segno Ronaldo e Kluivert) dopo i 90 minuti regolamentari.

Una finale che si annuncia spettacolare, con Henry e compagni pronti a fermare la furia Ronaldo. ma non sarà così, perché il Fenomeno in campo è l’ombra di se stesso, con i brasiliani incapaci di mettere a freno la forza dei padroni di casa, spinti dal pubblico. A segno per due volte Zidane, l’erede di Platini, che regala la Coppa alla Francia (insieme alla rete nel finale di Petit). La prestazione di Ronaldo però diventa un giallo, soprattutto al suo ritorno in patria, dove scende dalle scale dell’aereo in maniera traballante. Si scoprirà solo dopo molto tempo delle convulsioni che colpirono il brasiliano prima del match, ma che non fermarono il ct Mario Zagallo, che decise, nonostante lo sconcerto dei suoi uomini, di schierare il Fenomeno dal primo minuto invece che puntare su Edmundo. Una decisione incredibile, rischiosissima, visto che su Ronaldo poi nacquero mille polemiche per quel malore. Ma il Fenomeno si sarebbe rifatto poi 4 anni dopo.

 

Tutte le reti del Mondiale

La finale Francia-Brasile

 

Roma, 27 maggio


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