Artemisia Gentileschi, quando la pittura diventò donna


Ci piace ricordare spesso una donna pittrice, un’artista donna. Artemisia Gentileschi (Roma, 8 luglio 1593 – Napoli, 1653) e’ una delle poche protagoniste femminili della Storia dell’arte europea, pittrice di grande impeto , di scuola caravaggesca. Ma è anche la protagonista di una torbida vicenda piena di elementi sentimentali, erotici, drammatici , come il processo intentato per stupro, Artemisia è la protagonista antesignana del femminismo internazionale per il coraggio delle sue idee.
Ovviamente la carriera artistica (come qualsiasi altra carriera) è sempre stata pressoché impraticabile per le donne, costrette ed imbavagliate in schemi e limiti che la società contemporanea imponeva loro, limiti di natura culturale e familiare; alle donne era pressoche’ impossibile un’istruzione ed erano preposte esclusivamente alla cura dei figli e della casa.
Artemisia Gentileschi ebbe invece modo di far fruttare il suo talento e di imporre le sue idee, è stata una delle poche donne “sfuggite” tra le maglie di questo rigidissimo sistema sociale. La sua vita privata si e’ sempre sovrapposta alle vicende personali ed artistiche, emozioni che ritroviamo a tinte forti nei suoi dipinti e nelle sue opere.

Le sue opere conservate a Roma, visitabili e da non perdere :
Madonna col Bambino, Galleria Spada, Roma, 1610-11
Santa Cecilia, Galleria Spada, Roma, ca. 1620
Aurora, Collezione privata, Roma
Cleopatra, Collezione Privata, Roma, ca.1633-35

Alessandra Paparelli

Roma, 30 maggio

 


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