Battaglia di Palestrina: garibaldini contro borbonici il 9 maggio 1848


Anno 1848, un periodo in cui il territorio italiano era teatro di numerosi conflitti, il 9 maggio ci fu la Battaglia di Palestrina. A Roma, dopo l’omicidio del deputato Pellegrino Rossi e del presunto voltafaccia del Papa, la tensione era alta, e il popolo insorse proclamando la Repubblica. Il potere fu dato a un triumvirato composto da: Giuseppe Mazzini, Aurelio Saffi, Carlo Armellini.

Contro la nuova Repubblica si misero in marcia: il Corpo di Spedizione francese, quello dell’esercito austriaco, e quello borbonico. In aiuto invece si schierò Giuseppe Garibaldi, con la sua Legione italiana, composta da un corpo di volontari che indossavano le famose Camicie Rosse.

Garibaldi dopo aver respinto i francesi si spostò verso Palestrina, dove si stava avvicinando una colonna di borbonici. Garibaldi e i suoi, s’inoltrarono nelle foreste circostanti, fino a stanziarsi a Castel San Pietro, da dove osservavano il giungere dei borbonici, guidati da Lanza. Due colonne borboniche avanzavano verso le mura della città, appena avvistati, furono caricati dalle Camicie Rosse lungo un pendio. Una colonna guidata da Lanza si scontrò con i Legionari guidati da Garibaldi e Nino Bixio, invece, l’altra colonna comandata da Pietro Novi, trovò l’opposizione di Luciano Manara. Il terreno scosceso favorì gli uomini di Garibaldi, che sconfissero i borbonici, respingendoli oltre Palestrina.

Roma, 9 maggio


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