Campagna di Francia: quando i nazisti occuparono Parigi il 10 maggio 1940


Il 10 maggio 1940 ebbe inizio la Campagna di Francia condotta dalla Germania nazista. I francesi  capitolarono il 25 giugno, influenzando anche l’entrata in guerra dell’Italia al fianco di Hitler. I tedeschi sull’onda della“guerra lampo” invasero i neutrali: Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo, così piombarono in Francia aggirando l’insuperabile Linea Maginot, la lunga fortificazione difensiva di 400 km, posta proprio al confine tra i due paesi.

La Germania si aprì quel varco invadendo il Belgio neutrale. La Francia, di fronte all’esercito corrazzato guidato dal generale Von Keitel, dimostrò la sua arretratezza bellica, a differenza del Terzo Raich, che in quel momento sembrava imbattibile. Il 14 giugno Parigi è occupata dai tedeschi. Il vecchio maresciallo Henri Petain, capo del governo francese, firma l’armistizio il 22 giugno, creando nel sud un governo collaborazionista: nasce la Repubblica di Vichy.

Nasce anche “Francia Libera”, un movimento di resistenza antitedesco comandato da Charles De Gaulle. Quattro anni di occupazione, fino al 1944, quando lo sbarco in Normandia liberò la Francia dai nazisti. Un evento importante per l’Italia, da tempo divisa se entrare o meno in guerra. Hitler metteva sempre più pressione su Mussolini, che temporeggiava, consapevole di non essere pronto per una guerra lunga.

Mussolini rimase colpito dalla facilità con cui la Germania sbaragliò la Francia, pensava che la Linea Maginot potesse anche fermare i tedeschi. Le conseguenze della Campagna di Francia esortarono l’Italia ad entrare in guerra il 10 giugno. In quel momento gli insicuri avevano addirittura il timore di arrivare troppo tardi per sedere al tavolo dei vincitori. Invece fu soltanto l’inizio di una logorante guerra.

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Roma, 10 maggio


1 COMMENTO

  1. […] Il 6 giugno 1944, durante la seconda guerra mondiale, iniziò l’invasione alleata in Europa settentrionale, occupata dai tedeschi, l’operazione militare è nota come lo sbarco in Normandia o D-Day. Lo sbarco in Normandia rappresentava il terzo attacco all’impero nazista, dopo la battaglia di Stalingrado e lo sbarco di Anzio e Nettuno. Gli angloamericani decisero di invadere la Francia durante la Conferenza di Casablanca. Il piano prevedeva di ingannare i tedeschi con la finta preparazione di un attacco da Calais, lo scenario fu allestito con vecchie navi e finti alloggiamenti. Sfruttando l’effetto sorpresa, 154.000 soldati e 1.500 mezzi corrazzati sbarcavano lungo una serie di spiagge al nord della Francia, ribattezzate con i nomi: Utah, Omaha, Gold, Juno e Sword. Le forze militari iniziali aprirono la strada ai rinforzi che sopragiunsero successivamente, il 1° agosto sul suolo francese erano presenti due milioni di soldati. L’invasione del 6 giugno fu comandata dal generale Dwight Eisenhower, affiancato da Sir Arthur Tedder, mentre i movimenti delle forze via terra erano coordinati dal generale Bernard Montgomery, ai cui ordini vennero posti il generale Omar Bradley e Sir Miles Dempsey. Le operazioni navali furono affidate all’ammiraglio Sir Bertram Ramsay, e quella d’aviazione al generale Sir Trafford Leigh-Mallory. La difesa tedesca fu colta impreparata, sia per l’inganno di Calais, sia per le incomprensioni tra il generale Erwin Rommel e il feldmaresciallo Gerd von Rundstedt. Nonostante ciò su alcune spiagge ci fu un’accanita resistenza tedesca. La notte tra il 5 e il 6 giugno, furono paracaduti 23.000 uomini al di là delle linee tedesche, con lo scopo di rendere sicuri i ponti di controllo. Fu giocata anche qui la carta dell’inganno, paracadutando anche dei manichini. La superiorità delle forze angloamericane, aiutate anche dai sabotaggi della Resistenza francese, sbaragliarono le truppe tedesche. Inutili i tentativi di Hitler di cambiare più volte il feldmaresciallo, i tedeschi cominciarono a darsi alla fuga, ritirandosi dalla Francia. A chiudere il cerchio attorno al nemico, il generale Patton, il 25 agosto gli Alleati liberarono Parigi dall’occupazione tedesca. […]

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