Cile ’62: il bis del Brasile nel Mondiale delle risse


Continuiamo il nostro viaggio di Destinazione Mondiale con il bis del Brasile, prossimo padrone di casa del campionato iridato 2014, nel 1962 in Cile. Una edizione d’oro sulla carta quella sudamericana, soprattutto per i nomi che scendevano in campo: dal brasiliano Pelé agli spagnoli Di Stefano, Suarez, Gento e Puskas (questo con i “rossi” dopo il passato ungherese), dagli azzurri Sivori, Maschio, Altafini e Rivera agli jugoslavi Sekularac e Skoblar, fino ad arrivare ai campioni dell’URSS come Jaschin e Voronin e gli inglesi Moore, Greaves e Charlton.

Italia CIle

Il Brasile riuscì ancora una volta ad incantare e a portare a casa la coppa conquistata quattro anni prima, ma a conquistare le cronache fu soprattutto la violenza in campo e fuori. Protagonisti assoluti però i padroni dicasa, che lanciarono in diverse partite una vera caccia all’uomo. Esempio lampante la partita con l’Italia. A capire che sarebbe stata una battaglia vera ci voleva ben poco: il rifiuto da parte del pubblico dei fiori che gli azzurri avevano gettato verso le tribune per alcuni articoli apparsi sulla nostra stampa, nei quali si denunciavano la realtà e le contraddizioni di un Paese comunque povero, furono un inquietante prologo di quanto sarebbe successo in campo. Una vera rissa continua, con i padroni di casa a menare e gli azzurri a reagire, senza però l’aiuto dell’arbitro Aston, che invece di punire la violenza dei padroni di casa mandò fuori David e Ferrini, rei di aver reagito ai pugni di Lionel Sanchez. E il ko fu inevitabile per gli italiani, che tornarono poi mestamente a casa.

 

Lo spettacolo della finale

 

La rissa tra Italia e Cile

 

Roma, 18 maggio


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