Enzo Tortora: tra Portobello e malagiustizia, morì il 18 maggio 1988


Enzo Tortora fu un famoso conduttore televisivo, ma è molto conosciuta la sua vicenda giudiziaria. Tortora si affaccia sugli schermi televisivi neglia anni ’50, ma è dal 1965 che riscuote grandi successi con trasmissioni come “La domenica sportiva” e “Giochi senza frontiere”. In quegli anni è un gigante del piccolo schermo, al pari di altri grandi come: Pippo Baudo, Mike Bongiorno e Corrado.I quattro appariranno insieme una sola volta a “Sabato Sera”.

La carriera in Rai per Tortora subirà una frenata, sarà mandato via quando, sulla rivista Oggi, durante un’intervista definirà la Rai come “un jet supersonico pilotato da un gruppo di boy scout che litigano ai comandi, rischiando di mandarlo a schiantarsi sulle montagne”. Dopo otto anni da quell’espulsione, nel 1977 Tortora torna in Rai con una trasmissione che lascerà il segno nei record di share: “Portobello”.

Il 17 giugno 1983 Enzo Tortora viene arrestato con l’accusa di associazione per delinquere di stampo camorristico dalla Procura di Napoli. Le accuse si basano sulle dichiarazioni dei pregiudicati Giovanni Pandico, Giovanni Melluso, Pasquale Barra. A loro si aggiungeranno anche le accuse del pittore Giuseppe Margutti, già pregiudicato per truffa e calunnia, e di sua moglie Rosalba Castellini, i quali dichiareranno di aver visto Tortora spacciare droga negli studi di Antenna 3. La base dell’accusa parte da un’agendina trovata dentro l’abitazione di un camorrista, Giuseppe Puca detto O’Giappone, dove c’era scritto a penna un nome e un numero di telefono. Quel nome sembrava essere Tortora. Dopo una perizia calligrafica, il nome svelato sarà di un tale Tortona. Tra Enzo Tortora e Pandico ci fu un contatto, quando il detenuto inviò dei centrini provenienti dal carcere alla trasmissione Portobello.

La redazione però smarrì i centrini e Tortora si scusò con Pandico. Ma la vicenda si concluse con un rimborso di 800.000 lire a favore del pregiudicato. Le accuse per Tortora aumentavano, il conduttore sarà condannato a dieci anni di carcere. Quando sarà riconosciuta la sua innocenza, diranno che lo scopo di tali accuse era di ottenere sconti di pena e pubblicità. Tortora scenderà in politica con il Partito Radicale, che si schierò sempre nella sua battaglia per la giustizia. Nel 1987 sarà indetto un referendum popolare volto a introdurre la responsabilità civile dei magistrati, il risultato ebbe esito positivo, ma resta difficile la sua attuazione, visto che è stata limitata al solo dolo specifico (la malafede del magistrato), difficilissimo da dimostrare.

Tortora tornò in televisione nel 1987, sempre nel programma Portobello, dopo una standing ovation del pubblico pronunciò queste parole: « Dunque, dove eravamo rimasti? Potrei dire moltissime cose e ne dirò poche. Una me la consentirete: molta gente ha vissuto con me, ha sofferto con me questi terribili anni. Molta gente mi ha offerto quello che poteva, per esempio ha pregato per me, e io questo non lo dimenticherò mai. E questo “grazie” a questa cara, buona gente, dovete consentirmi di dirlo. L’ho detto, e un’altra cosa aggiungo: io sono qui, e lo so anche, per parlare per conto di quelli che parlare non possono, e sono molti, e sono troppi. Sarò qui, resterò qui, anche per loro. Ed ora cominciamo, come facevamo esattamente una volta ».

Dopo quasi un anno arrivò la sua morte, il 18 maggio 1988, a causa di un tumore polmonare. Tra le sue disposizioni testamentarie, desiderò avere accanto alla sua urna una copia del libro di Alessandro Manzoni “Storia della colonna infame”, uno dei primi casi documentati di giustizia sbagliata in Italia. Sulla lapide è incisa una frase di Leonardo Sciascia: «Che non sia un’illusione».

 

Tortora, Mike Bongiorno, Pippo Baudo e Corrado

mike-bongiorno-corrado-pippo-baudo-ed-enzo-tortora-

 

Tortora arrestato

tortora

 

Roma, 18 maggio

 


1 COMMENTO

  1. […] post Enzo Tortora: tra Portobello e malagiustizia, morì il 18 maggio 1988 appartiene a […]

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here