Himmler: la mente nazista della “soluzione finale”, si suicidò il 23 maggio 1945


Heinrich Himmler fu una delle principali menti del nazismo, il teorizzatore del mito della razza ariana, sospeso tra l’occulto e la storia tedesca, si suicidò il 23 maggio 1945. Tessera numero 156 del Partito Nazionalsocialista, la sua prima apparizione fu nel 1923, quando partecipò al fallito putsch di Monaco, Hitler fu arrestato mentre Himmler fu considerato insignificante. Nel corso degli anni il Partito crescerà fino a prendersi tutto il potere in Germania, Himmler diventerà il Reichsführer delle Schutzstaffel, e nel 1936 assumerà il comando di tutta la polizia.

Fu lui la mente della “soluzione finale”, per sterminare gli Untermenschen, cioè gli inferiori rispetto alla razza ariana. La soluzione fu quella di organizzare dei campi di concentramento. I tedeschi studiarono il perfezionamento dei campi nell’esperta Russia di Stalin, inizialmente furono campi di prigionia per avversari politici ma, purtroppo, diventarono presto orribili campi di morte e sofferenze. Himmler era fortemente convinto del mito della razza ariana, selezionava lui stesso chi era degno di far parte delle SS, i componenti dovevano corrispondere ad un identikit di stampo nordico. Non si cercavano solo tedeschi, infatti, durante la guerra, molte donne incinte dei paesi nord europei, furono prelevate e seguite perché potevano dare alla luce un “perfetto ariano”. Furono prelevati anche molti bambini, con l’obiettivo di germanizzarli, le cifre parlano di 80.000 bambini strappati alle proprie famiglie.

La fine. Durante gli ultimi giorni della Guerra, Himmler più volte cercò accordi diplomatici alle spalle di Hitler, in una prima occasione promise di liberare tutti i prigionieri internati nei campi di concentramento, invece nello stesso tempo aveva dato ordine di iniziare le marce della morte. In una seconda occasione propose al conte Folke Bernadotte, la resa tedesca sul fronte occidentale, ma la Guerra volgeva al termine, l’accordo saltò e la notizia si divulgò, così che Hitler voleva la testa di Himmler. Il Reichsführer si nascose e cercò di scappare confondendosi tra i militari sbandati della Wehrmacht, ma furono fermati da una pattuglia inglese che li portò nel campo di prigionia 031. Himmler rivelò la sua vera identità sperando in un trattamento di riguardo, ma prima di essere interrogato ingoiò del cianuro suicidandosi. Il cadavere fu sepolto in un bosco nei di Luneburgo.

L’occulto. Himmler era un appassionato di storia tedesca, fondendola con l’occultismo. Fece celebrare il millenario della morte di Enrico I l’Uccellatore. Il Reichsführer era convinto di esserne la reincarnazione.
Durante il nazismo ordinò numerose ricerche e scavi in Germania, zone del nord e in Tibet. Riuscì a trovare le rovine della fortezza di Wewelsburg, presso Paderborn. La fortezza fu ricostruita e adibita come quartier generale delle SS, con riferimenti alla Tavola Rotonda di re Artù.

Roma, 23 maggio


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