Il dramma di Marta Russo il 9 maggio 1997 a La Sapienza


9 maggio 1997, ore 11:35, Marta Russo passeggia lungo un vialetto all’interno dell’università La Sapienza di Roma in compagnia di una sua amica, improvvisamente il suono di uno sparo, un proiettile colpisce la giovane studentessa, che gravemente ferita viene trasportata al vicino ospedale Umberto I. Purtroppo per Marta non ci sarà niente da fare, morirà lì il 14 maggio, la sua giovane vita viene spezzata ingiustamente da qualche vigliacco. I genitori e la sorella, decideranno di donare i suoi organi.

Le indagini per risalire all’autore del delitto non furono semplici, a cominciare dall’ambiente della scena del delitto, all’interno della Città Universitaria. Per ricostruire la dinamica degli eventi, si ricreò virtualmente il cortile dell’università con una videocamera laser tridimensionale unica in Italia, che si trova presso la Facoltà di Architettura dell’Università degli studi di Ferrara. Fu individuata la finestra da dove partì il colpo, negli uffici dell’istituto di filosofia del diritto al secondo piano della Facoltà di Giurisprudenza.

Dopo varie accuse e testimonianze, furono incriminati i due assistenti universitari: Giovanni Scattone e Salvatore Ferraro. Scattone fu condannato in primo grado per omicidio colposo, mentre Ferraro per favoreggiamento. Dopo la sentenza, i due furono invitati a Porta a Porta, ricevendo un compenso di 130 milioni a testa. Dopo il secondo grado bis, furono definite le condanne: sei anni a Scattone, quattro a Ferraro, e due a Lipaporta, condannato per favoreggiamento. Quest’ultimo sarà assolto dalla V Sezione Penale della Corte di Cassazione.

Ferraro e Scattone pochi anni fa, sono stati condannati a risarcire per un milione di euro la famiglia di Marta Russo. Nel 2011, scontata la pena e non più interdetto dai pubblici uffici, Giovanni Scattone va a insegnare storia e filosofia presso il liceo scientifico Cavour di Roma, lo stesso dove aveva studiato a suo tempo Marta Russo. Questo creò pareri contrastanti tra insegnanti, genitori e studenti. Scattone dopo le polemiche decise di abbandonare l’incarico di supplente.

Nel 2001 viene dedicato a Marta Russo un parco nel quartiere Labaro. Mentre il 5 maggio 2010, l’Istituto comprensivo “Via Italo Torsiello”, nei pressi di Trigoria, è stato intitolato a Marta Russo.

Roma, 9 maggio


1 COMMENTO

  1. Sto rileggendo tutti i suoi articoli perchè alla mia età non c’é molto da fare di sabato. Ammetto che mi piacciono molto. Ancora Bravo.

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