Indebitarsi/l’altro che nascondiamo al Teatro belli


Giovedì 5 e sabato 6 giugno, al Teatro Belli doppio appuntamento con Indebitarsi/l’altro che nascondiamo, lo spettacolo di Massimiliano Farau con Maria Laura Caselli, Paride Cicirello, Vincenzo D’Amato, Michele Lisi, Carlotta Mangione, Elisabetta Misasi, Massimo Odierna, Ottavio Orticello, Marco Palvetti e Giorgia Visani. Lo spettacolo è presentato da Officina teatrale, a cura di Rodolfo di Giammarco In collaborazione con l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”

“Si chiamava ancora e semplicemente “sketch” nei primi anni ‘60 quando Pinter – suo massimo rappresentante nel Novecento – si è largamente esercitato in questa forma; anzi, per la precisione “revue sketch”, perché questi brevi pezzi erano concepiti, appunto, per essere rappresentati in spettacoli “di rivista””, dice il regista Farau. “Oggi mi piace di più il termine “microdramma”, ma comunque lo si voglia chiamare, questo, lo confesso, è uno dei generi teatrali che prediligo. Perché è, per un autore, esercizio sublime e perfetto di densità, concisione e “concinnitas”; per gli interpreti, pratica di concentrazione, intensità espressiva, sapienza compositiva, rapidità esecutiva – e questo esercizio tanto più è prezioso in quanto vi si applicano, nel caso specifico, giovani attori e attrici neodiplomati dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”. Last but not least mi piace perché consenta allo spettatore, nell’arco di pochi minuti, una piena “esperienza drammatica” proprio nel senso in cui la intendeva nel suo bellissimo e non abbastanza celebrato saggio J. B. Priestley: un prodigiosa “sospensione dell’incredulità” somministrata, in questo caso, in una dose potentissima, che rende l’esperienza intensa e avvincente in misura proporzionale alla sua rapidità. E’ per tutte queste ragioni che è stata una vera gioia tornare a coordinare la mise en espace dei testi di “Officina Teatrale”. E per un’altra ragione ancora: il piacere di assistere a bellissimi processi di pedagogia orizzontale in cui giovani drammaturghi e giovani attori imparano gli uni dagli altri nella concretezza del fare”.

Roma, 28 maggio


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