Luigi XIV trasferisce la corte a Versailles


Due ragioni portarono Luigi XIV a far ampliare il castello fatto costruire da suo padre, Luigi III, nel poco conosciuto borgo di Versailles: da un lato la volontà di dar vita a un monumento in grado di simboleggiare il proprio potere, senza confronti con le residenze reali europee; dall’altro voleva assicurarsi un residenza lontana dai tumulti della capitale.

All’inizio i lavori riguardarono il restauro del vecchio castello, poi vennero aggiunte due ali e nello stesso periodo l’architetto Andrè Le Notre si occupò della realizzazione del parco di 800 ettari, completato in 30 anni. Il castello venne utilizzato per feste ed eventi di svago, ma presto il sovrano capì che non era sufficiente per ospitare tutti gli ospiti della corte e per questo decise di ampliare il progetto di allargamento. L’architetto Luois Le Vau, architetto, realizzò un secondo edificio che abbracciava il primo, nel frattempo migliorata.

Negli anni a seguire vennero aggiunte altre costruzioni, come il Grande Trianon, usato dal Re per isolarsi dal resto della corte. Al termine dei lavori la reggia era pronta ad ospitare circa 10mila persone. Furono tante le persone che seguirono Luigi XIV quando, il 7 magio 1682, decise di insediare lì la sua corte.

Da quel momento Versailles divenne il centro politico per eccellenza in Europa:  nella reggia si teneva il Gabinetto con tutti i ministri e i vertici con i vari Capi di Stato. Oltre all’importanza politica, c’era un’altra faccia, quella dedita al lusso, quella in cui gli aristocratici rispettavano una certa etichetta e un rituale sacro, che aveva al suo vertice Luigi XIV, venerato da tutti come un Dio del Sole.

Con Luigi XV la reggia arrivò al suo aspetto definitivo, contando 700 stanze, 2.513 finestre, 67 scale e 483 specchi, concentrati nella bellissima Galleria degli specchi. Con il passare del tempo trovarono posto circa 6mila quadri e 2mila sculture. Nel 1837 venne trasformata in museo.

Tra gli eventi storici importanti che si sono tenuti nella reggia si ricordano: il vertice degli Stati Generali prima della Rivoluzione del 1789, il trattato che garantì la fine della Prima guerra mondiale nel 1919. Nel 1979 entrò sotto l’egida dell’UNESCO.

Roma, 7 maggio


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