Primo scudetto Lazio, con Maestrelli alla guida, il 12 maggio ’74


Primo scudetto Lazio, stagione 1973/74. La Lazio può aggiudicarsi il primo scudetto alla penultima giornata, nell’impegno contro il Foggia. La vittoria significherebbe diventare Campioni d’Italia a prescindere dal risultato della Juventus, campioni in carica, impegnata in casa con la Fiorentina.

È il 16′ del secondo tempo quando viene assegnato un rigore alla Lazio e Giorgio Chinaglia, capocannoniere del campionato con 24 reti, porta in vantaggio i biancocelesti, allenati da Tommaso Maestrelli.

Al triplice fischio la gioia dei tifosi è incontenibile e i neo campioni, tra cui Paolo Pulici, Giuseppe Wilson, Luciano Re Cecconi, Vincenzo D’Amico, Mario Frustalupi, Renzo Garlaschelli e Giorgio Chinaglia, raggiungono con difficoltà gli spogliatoi.

             Incontro Lazio-Milan 1972-1973                               Lazio-1973-74

Già un anno prima la Lazio aveva sfiorato l’impresa, con la stessa formazione dello scudetto vinto nel 1974. È  la vittoria di Giorgio Chinaglia, capocannoniere del campionato con 24 reti, e dell’allenatore Maestrelli, che seppe gestire un gruppo che negli anni perse componenti importanti, cedendo il passo e trovandosi a lottare per non retrocedere.

La spina dorsale di questa squadra era composta dal difensore, e capitano,  Pino Wilson, i centrocampisti Luciano Re Cecconi e Mario Frustalupi, dal bimber Giorgio Chinaglia e dal tecnico, mai dimenticato, Tommaso Maestrelli.

Inizialmente, ha guidato il campionato il Napoli, raggiunta da Juventus e Lazio a metà dicembre, mentre il Milan, a causa dei rapporti tesi tra Nereo Rocco e la dirigenza, è partito a singhiozzo. L’ultima partita prima della sosta natalizia è stata favorevole alla Lazio, che vincendo a Verona si è trovata a guidare il campionato.  Il 27 gennaio la Lazio ha tre punti di vantaggio su Napoli, Fiorentina e Juventus, laureandosi così campione d’inverno.

Durante il girone di ritorno sono poche le occasioni in cui i biancocelesti vacillano: il 17 febbraio arriva la vittoria contro la Juventus, mentre un mese dopo, il 17 marzo, c’è la sconfitta contro l’Inter. Da lì la Lazio parte per la volata finale e mantiene il vantaggio di tre punti sulla Juventus, vincendo lo scudetto con una giornata d’anticipo il 12 maggio 1974.

A ricordare lo scudetto anche Vincenzo D’Amico, il più giovane della compagine biancoceleste, con 27 partite giocate e due gol, di cui uno nel derby. Sotto la guida “paterna” di Maestrelli, ha debuttato in Serie B a 17 anni e mezzo e due anni dopo ha vinto lo scudetto: “Per i vecchi laziali c’è stato lo scudetto del ’74 e poi “l’altro”… La nostra era una squadra neopromossa che al ritorno in A si piazzò terza. La stagione seguente, a sorpresa, ruppe il dominio delle grandi sorelle del Nord. La Lazio del presidente Sergio Cragnotti (con cui ho lavorato sei anni) per investimenti miliardari e programmazione era nata per vincere. E ha vinto anche poco rispetto all’effettivo valore della rosa. Il segreto della nostra Lazio?  Tommaso Maestrelli, non ci sono dubbi. Senza di lui, quella squadra non avrebbe mai vinto. Tutto a cascata. Lenzini era il presidente e si era affidato a Sbardella, che a sua volta scelse Maestrelli. Antonio fece una grande campagna acquisti dopo la promozione in serie A. Nessuno al mondo avrebbe immaginato che quella squadra potesse arrivare terza da neopromossa. L’anno successivo, con due ritocchi, fu scudetto. Ora si scrivono libri sulla Lazio del ’74. Vuol dire che eravamo una squadra particolare, diversa dalle altre, talmente diversa che solo Maestrelli poteva gestirla, con la sua grandissima pazienza e la sua grandissima intelligenza. A tutti dava i contentini. Giorgio è passato per uno che voleva decidere, incidere sulla formazione. In realtà decideva tutto Maestrelli e gli lasciava credere di averlo ascoltato”.

Maestrelli ha avuto il merito di capire da subito che quella squadra poteva finalmente regalare la più grossa soddisfazione ai tifosi della capitale. Si è impegnato con tutte le sue forze per far funzionare il gruppo e ogni volta che i suoi uomini hanno rischiato di cedere, Maestrelli è intervenuto, riuscendo a ricucire situazioni  tese a causa del nervosismo tra giocatori. Per tutti loro è stato un padre, e ha creato un clima armonioso nello spogliatoio cercando di stabilire rapporti affettivi fra tutti. Questa l’arma segreta della Lazio del ’74, che oltre al valore sul campo, deve tanto anche alle doti umane di Maestrelli, che l’ha portata alla conquista del suo primo scudetto.

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Roma, 12 maggio


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