’50-’58, dopo i trionfi per l’Italia solo amarezza


Dopo le due vittorie nel ’34 e nel ’38, l’Italia del Dopoguerra sembra comunque poter fare la sua parte nella Coppa del Mondo, ma per motivi diversi gli anni Cinquanta si riveleranno tra i più duri della storia azzurra. L’edizione del ’50 è sicuramente tra le più complicate, vista la recente tragedia di Superga che ha privato gli azzurri degli eroi del grande Torino e che ha lasciato tutti sotto choc. La partita inaugurale con la Svezia mise in evidenza limiti di classe e di carattere insuperabili del gruppo azzurro. Un 3-2 amaro per l’Italia, che nonostante la vittoria per 2-0 sul Paraguay nel turno successivo mandò gli scandinavi avanti. Tante le polemiche al rientro in patria, soprattutto per il modulo WM che non sembrava per nulla tagliato per i giocatori portati nella rassegna iridata.

Il Mondiale del ’54 era un pericolo campanello d’allarme per la nazionale, che ormai sembrava non riuscire più ad esprimere talenti tali da poter competere a grandi livelli. Lo si vedeva anche nel campionato italiano, dove il catenaccio predominava e gli attacchi latitavano. E i nodi vennero al pettine proprio nel ’58 durante la Coppa del Mondo in Svizzera. L’esordio proprio contro i padroni di casa fu un ko per 2-1 molto discusso: l’arbitro brasiliano Viana infierì sugli azzurri annullando una rete validissima sull’1-1. La vittoria sul Belgio (2-0) ci regalò lo spareggio, ancora una volta contro la Svizzera, ma stavolta la sconfitta fu netta: un 4-1 senza storie, le cui colpe furono riversate sull’arbitro Viana, ma sotto accusa era comunque tutto il gruppo azzurro.

In Svezia nel ’58 serviva un cambio di marcia deciso, ma invece le eliminatorie che portavano alla rassegna iridata segnarono il punto più basso dell’Italia pallonara. Fiorentina e Milan s’erano opposte con onore nelle finali della Coppa Campioni allo strapotere del Real Madrid, ma ad essere minata era la base del movimento, con le specializzazioni per ruoli che avevano minato le caratteristiche base che ogni giocatore doveva avere. Il 15 gennaio 1958 a Belfast il giorno più nefasto: Ghiggia, Schiaffino, Pivatelli, Montuori, Da Costa, tutti nomi importanti ma squadra senza senso e con l’Irlanda il pass mondiale non arrivò. COme uscire da questa situazione? Lo vedremo nella prossima puntata…

 

La sconfitta decisiva con la Svezia nel Mondiale del ’50

Le due sfide alla Svizzera nel Mondiale del ’54

La mancata qualificazione nel ’58

 

Roma, 3 giugno

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