Allarme sedentarietà: presentati a Roma i risultati di Eurobarometro


Gli italiani sono tra i più sedentari in Europa, con un buon 60% che dichiara di non fare mai sport o attività fisica, contro una media europea del 42% e un primato, quello della Svezia, dove soltanto il 9% della popolazione dice di non fare alcuna attività. Questo dato, contenuto nella ricerca di Eurobarometro, è stato il punto di partenza dell’incontro pubblico promosso dall’intergruppo parlamentare sullo sport, che si è tenuto questa mattina a Roma.

Al convegno sono intervenuti alcuni ricercatori, tra i quali il sociologo Nicola Porro e lo statistico Antonio Mussino, che hanno illustrato le difficoltà di comparare in chiave europea dati molto diversi tra di loro, provenienti da contesti sociali e politici distanti. Nelle conclusioni Filippo Fossati (Pd), tra i promotori dell’incontro è partito da un elemento unificante e comunque allarmante: poichè in Italia crescono i sedentari è necessario che tutti i soggetti interessati, dal Coni, alla scuola, all’associazionismo, si diano come obiettivo comune quello di diffondere maggiormente l’attività motoria e sportiva. “Lo sport ha valenze sociali preziosissime, che vanno dalla prevenzione sanitaria al benessere, dal rafforzamento delle relazioni sociali ai temi dell’integrazione. Di che cosa c’e’ bisogno per mettere lo sport in condizione di raggiungere questi obiettivi? Sono necessari interventi legislativi di riforma dell’intero comparto, a cominciare dalla legge per il riconoscimento della funzione sociale dello sport, che è sostenuta da un ampio arco di forze politiche e di cui sono il primo firmatario. L’ iter parlamentare è già iniziato e occorre partire da quella per arrivare ad un testo unico di riforma dello sport”.

“Lo stato – ha concluso Fossati – deve fare la sua parte e indicare quali sono gli indirizzi e i punti d’arrivo. Lo stato deve prevedere una griglia che permetta a chi opera nello sport di avere alcuni indicatori chiari, attraverso i quali valutare il lavoro svolto da Coni, Federazioni sportive, associazionismo di promozione sportiva. Allo stesso tempo i dati di Eurobarometro ci indicano la complessità sociale del tema sport e devono spingere istituzioni e politica a farne una grande questione culturale, dalla quale partire per arrivare ad una vera riforma dello sport. L’esecutivo ha dimostrato in più occasioni di esserne disponibile”.

Roma, 3 giugno

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