Italia, amaro ritorno a casa fra litigi e addii


E’ il giorno del rientro più amaro per la nazionale dell’ormai ex ct Prandelli. Si era parlato a lungo del girone della morte, ma l’idea di tornare in Italia così presto era obiettivamente molto lontana dai pensieri di tutti, soprattutto dopo la vittoria iniziale contro l’Inghilterra. E invece, dopo la disfatta di Natal, un rapido passaggio a Mangaratiba per fare le valigie e poi comincerà il lungo trasferimento verso casa. Stasera il volo dallo scalo militare di Rio, domani alle 11.30 l’arrivo a Malpensa. E si apre per gli azzurri e per il nostro calcio un’estate piena di interrogativi e incertezze.

Bisogna ripartire dallo sguardo di Mario Balotelli durante il secondo tempo: l’attaccante che doveva guidare la squadra è rimasto, appunto, a guardare; prima in campo, dove ha fatto poco o niente,  poi fuori quando Prandelli ha deciso che non avrebbe giocato nel secondo tempo. A quanto pare Mario non avrebbe preso bene alcuni appunti fattigli dal ct, sarebbe scoppiato un diverbio, e la conseguenza naturale è stata la bocciatura del numero 9.

Spie di una situazione particolarmente tesa sono le parole di Buffon (“Solo i senatori hanno tirato la carretta”), che fanno il paio con quelle di De Rossi (“Servono uomini, non figurine. Chi non ha la stessa passione di noi veterani rimanga a casa”). Frasi che lasciano trapelare l’ insofferenza e la delusione che i “vecchi” e forse anche Prandelli, hanno sviluppato nei confronti di certi atteggiamenti dei meno esperti. L’idea di una squadra spaccata è confermata dalla fretta con cui Balotelli ieri ha lasciato lo stadio: cuffie nelle orecchie, ha attraversato la zona mista senza rivolgere parola a nessuno per poi salire sul pullman. Tutti i suoi compagni nel frattempo erano rimasti negli spogliatoi: aspettavano Andrea Pirlo di ritorno dall’antidoping, per ascoltare il suo discorso d’addio alla nazionale.

Non sono stati gli unici momenti di tensione della sfortunata trasferta brasiliana. Nei giorni scorsi si era parlato anche di un litigio tra Buffon e Cassano, con l’attaccante del Parma fin troppo scontento per non aver giocato contro gli inglesi e il capitano che lo richiamava all’ordine.Facile dunque immaginare l’umore durante il volo da Rio a Milano. Da domani si comincerà a pensare al futuro. Chi prenderà il posto di Prandelli sulla panchina della nazionale, ma anche in che modo verrà rifondata la Federazione. L’11 agosto è prevista un’assemblea Figc in cui si parlerà del successore di Abete. C’è tempo: i calciatori andranno in vacanza, e poi ripartirà la nuova stagione.

Il calcio tornerà a essere quello dei club. Nei ritagli di tempo, qualcuno forse penserà anche alla Nazionale.

Roma, 25 giugno

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