Italia, probabili cambi in vista contro la Costarica


L’Italia prosegue spedita le prove in vista della seconda gara del Mondiale, quella di venerdì a Recife contro la sorpresa Costa Rica. Partita che preoccupa Prandelli ancora per le condizioni climatiche: caldo e umidità previste sono addirittura maggiori rispetto a quelli di Manaus, ma questa volta gli Azzurri sperano che i time out, suggeriti dal ct italiano e approvati dalla Fifa, vengano concessi.

Buffon è tornato in gruppo già nell’allenamento pomeridiano di ieri, così come Mattia De Sciglio, l’altro giocatore sotto osservazione dopo l’infortunio alla coscia che gli ha fatto saltare il debutto contro l’Inghilterra.
La seconda partita può già assegnare la qualificazione matematica a chi vince, se Inghilterra e Uruguay pareggiano. Nel caso dell’Italia, poi, la qualificazione è aritmetica anche in caso di vittoria e contemporaneo ko dell’Uruguay. Invece, in caso di successo dell’Italia e vittoria della Celeste, il passaggio del turno resterebbe in bilico per la differenza reti generale, in caso di arrivo con più squadre a 6 punti.

Per dribblare le trappole della seconda partita, Prandelli medita di operare almeno due sostituzioni nella formazione tipo. Un cambio in difesa è praticamente annunciato: la prestazione di Paletta non è stata convincente, al centro tornerà Chiellini in coppia con Barzagli. La soluzione è l’impiego di Abate a destra con Darmian spostato a sinistra, anche se smontare il tandem di destra formato dal torinista e da Candreva, che ha così ben funzionato contro gli inglesi, è un azzardo su cui il ct nutre qualche dubbio. Possibile allora anche l’inserimento di Bonucci in mezzo, per non toccare i terzini; De Sciglio migliora, è disponibile ma non partirà dal primo minuto, specie in una gara così delicata e in condizioni ambientali proibitive. L’altro ricambio ci sarà a centrocampo, dove Thiago Motta potrebbe essere preferito a Marco Verratti.

D’altronde Prandelli l’ha detto spesso, è importante gestire bene le risorse per non arrivare cotti alla fine. Perché si spera che il nostro cammino possa essere il più lungo possibile.

Roma, 17 Giugno

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