Rino Gaetano, maestro d’ironia, scomparso il 2 giugno 1981


Rino Gaetano, all’anagrafe Salvatore Antonio Gaetano, è nato a Crotone il 29 ottobre 1950. A 10 anni si è trasferito a Roma con i genitori e proprio nella Capitale ha mosso i suoi primi passi sul palcoscenico. Si approccia alla chitarra e segue la passione per il teatro, poi surclassata dalla canzone. Inizia a esibirsi  nel Folkstudio di Roma e lì conosce personaggi come Antonello Venditti e Francesco De Gregori.

Il suo esordio non è dei migliori: il primo album Ingresso libero, datato 1974, non attira l’attenzione, ma un anno più tardi il destino gli sorride. L’uscita del singolo Il cielo è sempre più blu stuzzica gli addetti del settore e gli amanti della musica per la denuncia, tipica di Rino Gaetano: “Chi vive in baracca/ chi suda il salario/ chi ama l’amore chi sogni di gloria/ chi ruba pensioni/ chi ha scarsa memoria”.

Dopo un anno, grazie a Mio fratello è figlio unico, Gaetano entra a far parte dei cantautori più autorevoli della scena italiana. Anche con questo lavoro si dimostra il cantore del nonsense, della canzone solo in apparenza scanzonata, ma in realtà con una forte valenza ironica legata alla realtà politica e sociale del tempo: “mio fratello è figlio unico perché è convinto che Chinaglia non può passare al Frosinone” o “perché non ha mai criticato un film senza mai prima vederlo”  sono diventate strofe amate dalle generazioni successive, ma sono ricordate anche perché mostrano l’animo politico del cantautore, convinto dell’esistenza degli sfruttati, ei malpagati e dei frustati.

Nel 1978 partecipa al Festival di Sanremo, presentandosi sul palco vestito in camicia rossa, frac, cilindro e scarpe da ginnastica. Con Gianna conquista il terzo posto e la consacrazione. Lo stesso anno viene  pubblicato Nuntereggae Più. L’omonima canzone è uno sberleffo a ritmo di reggae contro tutto e contro tutti, da Gianni Agnelli alla P2, dalle P38 a Berlinguer (praticamente un sacrilegio nell’epoca in cui tutta l’intellighenzia era devota al Pci), fino al giornalismo proto-padano di Gianni Brera. È Nuntereggae Più il disco della svolta: il pubblico aumenta e Rino Gaetano passa alla major Rca, con cui produce il quinto album, Resta vile maschio, dove vai?.

Il successo non lo abbandona e nel 1981 inizia una tournée con Riccardo Cocciante. Ma la notte del 2 giugno, mentre guida la sua Volvo 343, percorrendo Via Nomentana, all’altezza di Via XXI Aprile, si schianta contro un camion. Ben cinque ospedali rifiutano il ricovero di Rino Gaetano, che, ironia della sorte, va incontro a una tragica morte, proprio come quella narrata nella canzone La ballata di Renzo.

Autore di canzoni appassionate, nemico dei politici, dietro la sua ironia ha celato una denuncia sociale che oggi ancora è attuale.

Roma, 2 giugno

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