Spagna fuori dal Mondiale. E’ la fine di un ciclo


Per la Spagna il 18 giugno 2014 rimarrà una giornata storica, nel bene e nel male. Nella stessa giornata il re Juan Carlos abdica in favore del figlio, Filippo VI, e la Nazionale di calcio, che negli ultimi anni aveva vinto praticamente tutto, è stata eliminata dopo solo due partite, cosa che non le capitava dai Mondiali di Francia ’98.

La delusione iberica è tanta. Trasuda da ogni pagina dei media locali, ma si cercano soprattutto le motivazioni di una tale debacle: stagione troppo lunga, appagamento dopo le tante vittorie, giocatori con la testa più al prossimo trasferimento (Fabregas, Xavi, Diego Costa) la maledizione dei campioni in carica, che aveva fatto uscire subito anche Italia e Francia nelle ultime edizioni. Ma forse, più che a una maledizione, si dovrebbe pensare al fatto che la Spagna in questi primi 180 minuti ha incassato sette gol e ne ha realizzato solo uno, peraltro su rigore molto generoso concessole contro l’ Olanda.

Pensare che in Spagna si era parlato più volte, nelle settimane precedenti al Mondiale, di “Maracanazo”, riferendosi alla enorme delusione subita dal Brasile nella finale contro l’Uruguay del 1950. La speranza ovviamente era quella di poter ripetere l’ impresa, sconfiggendo il Brasile in finale: il Maracanazo è arrivato, ma la protagonista delusa questa volta è la Spagna, oramai ex campione del Mondo.

Roma, 19 giugno

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