Thales Alenia Space: protesta dei lavoratori contro la cassa integrazione

Lavoratori rischiano di finire in cassa integrazione. Questo il motivo della protesta di questa mattina fuori dalla sede della Thales Alenia Space in via Saccomuro al polo industriale Tiburtino. L’azienda di tecnologia spaziale avrebbe deciso di far partire la cassa integrazione per 350 tecnici altamente specializzati prevista a partire da metà luglio. Di questi più della metà, ben 190, sono romani. “Quattro ore di sciopero, perché non possiamo rassegnarci al declino del settore spaziale” spiega Giovanni Contento, segretario nazionale della Uilm.

La cassa integrazione ordinaria e nominativa interesserà non solo la sede di Roma ma anche l’Aquila e Gorgonzola (MI). Nel dettaglio saranno 190 i lavoratori che per 13 settimane si fermeranno a Roma, 80 a L’Aquila e 76 a Gorgonzola. I dipendenti interessati sono impegnati sul programma Cosmo Sky Med 2 che non ha ottenuto i finanziamenti pubblici sperati. Il satellite di osservazione terrestre che avrebbe dovuto essere il fiore all’occhiello dell’azienda si sta rivelando un boomerang per i lavoratori.

“C’è stato- ricorda Contento- un cambiamento radicale dagli accordi del luglio 2005 e del maggio 2007 a livello di competenze e ruoli. Le prime, ad alto valore aggiunto come quelle commerciali ed industriali, si sono trasferite alla parte francese; i secondi si sono caratterizzati in uno svuotamento del management italiano che è diventato residuale nelle funzioni di responsabilità”. Il segretario nazionale della Uilm fa così un appello al governo: “L’esecutivo deve essere consapevole che settori come quelli della comunicazione e del controllo satellitare non devono essere in mano ad altri, per evitare una plateale abdicazione nel campo dello sviluppo tecnologico del futuro”.

Roma, 18 giugno


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