Usa ’94, all’Italia non basta un Baggio d’oro


Dopo l’esito amaro del mondiale casalingo, l’Italia riparte dal suo ultimo guru, quell’Arrigo Sacchi che con il Milan stellare ha vinto tutto ciò che può in Italia e nel mondo. Il nuovo ct vuole rivoluzionare il mestiere del tecnico azzurro, ossia selezionatore a tempo pieno e stage puntuali per tutta la stagione, una academy continua per catechizzare i talenti nostrani al suo credo: squadra corta, pressing, attacco degli spazi, contropiede micidiale. Ad avere vita dura anche i fuoriclasse, che devono piegare il proprio talento alle necessità della squadra. Il girone di qualificazione ci vede con Portogallo, Scozia, Svizzera, Malta ed Estonia e nell’ottobre del ’93 arriva il pass mondiale, dopo buone prestazioni e qualche tentennamento.

A ridosso dell’appuntamento americano i dubbi sul modulo attanagliano Sacchi, che prova spesso non più il 4-4-2 ma il 4-3-3 con Roberto Baggio punta ed esterni Berti e Signori. I tentativi non sono buoni, le critiche cominciano a piovere da tutte le parti e il girone mondiale confermano tutte le incognite. All’esordio a New York contro l’Irlanda arriva il ko firmato Houghton, che beffa Pagliuca con un tiro da fuori dopo un errore di Baresi. Davanti la squadra italiana non fa vedere cose buone. Con la Norvegia serve il colpo di coda e ci pensa Dino Baggio a togliere le castagne dal fuoco ad un Sacchi sempre più nel mirino, complice anche l’espulsione nel primo tempo di Pagliuca e la decisione di tirare fuori il suo elemento migliore, Roberto Baggio. L’1-1 con il Messico ci condanna solo ad un possibile ripescaggio, che arriva grazie al 6-1 della Russia al Camerun. Agli ottavi si arriva stanchi e con i nervi a fior di pelle. Di fronte la sorpresa Nigeria, piena di tanti talenti. Amunike sfrutta un errore di Maldini per il vantaggio, e quando tutto sembra perduto (espulsione lampo per Zola nella ripresa), all’ultimo sussulto la rete di Roberto Baggio, che si sblocca, firmando poi la rete nel supplementare su rigore. Il Codino fa gioire tutta l’Italia a suon di grande prestazioni. Ai quarti si ripete contro la Spagna: Dino Baggio ci porta avanti, pari di Caminero ma poi su un contropiede micidiale è sempre il numero 10 della Juve a segnare. In semifinale l’ennesimo capolavoro contro la Bulgaria della stella Stoichkov, che segna su rigore nel finale dopo la doppietta del Codino nel primo tempo.

L’Italia però è sfiancata dal caldo opprimente americano. E in finale con il Brasile, più che uno spettacolo, è una lotta a chi rimane in piedi. Per esigenze televisive si gioca a mezzogiorno e mezzo al Rose Bowl di Pasadena, Los Angeles. A preoccupare le condizioni di Roby Baggio, afflitto da una contrattura ai flessori della coscia destra ma che comunque gioca, così come Franco Baresi, recuperato a tempo di record dopo una operazione lampo. Contro Romario e Bebeto gli azzurri ci mettono il cuore, ma sono sulle  gambe. E per Baggio non è giornata e la certificazione arriva ai rigori, quando spara alto il tiro che dà la Coppa ai brasiliani.

Gli highlights del Mondiale

Roma, 8 giugno

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