La banda del meno 9 salva la Lazio da una fine ingloriosa. La vittoria con il Campobasso agli spareggi il 5 luglio 1987


Non tutti conoscono la storia della banda del meno 9, che ha compiuto un’impresa vecchia di oltre 25 anni, ma che è rimasta nella storia del calcio italiano e soprattutto nel cuore dei tifosi laziali.

Nell’estate del 1986 il calcio italiano ha dovuto fare i conti con una Nazionale appena uscita dal Mondiale e con il sistema italiano nuovamente scosso dallo scandalo del calcio scommesse, che come nel 1980, vede la Lazio costretta a pagare il conto del comportamento illecito tenuto da Claudio Vinazzani, un ex giocatore della squadra con il vizietto di giocarsi le partite. La sanzione parla di retrocessione in C1 sulla base della responsabilità oggettiva. Un verdetto choc che porta i tifosi laziali a protestare ferocemente, tanto che si arriva agli scontri con la polizia nelle varie manifestazioni in piazza.

Ben presto la sentenza viene modificata in una penalizzazione di nove punti da scontare in Serie B. Ha inizio così l’avventura della banda del meno nove guidata da Fascetti, un’annata di sofferenze, rimasta nel cuore dei tifosi. Nuovo cammino per la squadra biancoceleste, che proprio nell’estate del 1986 ha una nuova proprietà: Gianmarco Calleri diventa il nuovo presidente subentrando a Giorgio Chinaglia, salva la società dal fallimento e dichiara che l’obiettivo primario è risalire in Serie A. In panchina troviamo Eugenio Fascetti, che da subito parla chiaro con i giocatori: “Chi vuole andare via, va via adesso. Chi rimane, lotta fino alla fine”. Tutti sposano la causa laziale e con l’inizio del campionato la squadra sembra in grado di recuperare posizioni nonostante la sanzione subìta. Ma tra alti e bassi ci si ritrova a giocarsi il tutto per tutto all’ultima giornata, disputata all’Olimpico contro il Vicenza. O si vince per andare ai tanto agognati spareggi o si retrocede in C1. Non basta neanche il pareggio.

Più di 80.000 tifosi vanno allo stadio per sostenere la squadra, facendo registrare anche il record di presenze in una gara di Serie B. Paura e tensione sono protagoniste assolute del pre-partita e di gran parte della gara, che vede l’ombra della retrocessione avvicinarsi sempre di più. Otto minuti alla fine della e la Lazio passa in vantaggio con Bomber Fiorini, che raccoglie un tiro sporco di Podavini e manda il pallone in rete, diventando protagonista della giornata che gli permesso di entrare di diritto nella storia della società perché “segnò il gol grazie al quale siamo ancora in vita”. Terzultimo posto raggiunto insieme a Taranto e Campobasso.

Gli spareggi si giocano a Napoli, città in festa per la vittoria del primo scudetto targato Maradona. La prima partita Taranto-Lazio finisce male: 1-0 per gli avversari e protesta decisa dei tifosi accorsi per sostenere la formazione. Lazio-Campobasso diventa la partita della vita. Dentro o fuori. Risultato finale: 1-0 grazie al gol di Poli che salva la Lazio.

Tra gli eroi del meno 9 ricordiamo Fascetti, Poli, Fiorini, Terraneo, Camolese, Caso, Gregucci, Magnocavallo, Piscedda, Marino, Pin, Mandelli, Rizzolo, Filisetti e Ielpo.

Subito dopo il fischio finale Fascetti dichiara: “Questa volta penso che non vi sia alcuna lamentela da fare. Il Campobasso ha fatto quel che ha potuto, ma noi abbiamo ampiamente dimostrato di essere più forti. La Lazio, non dimentichiamolo è stata, del resto, la stessa squadra che aveva ottenuto 42 punti in campionato, nonostante l’handicap di 9 punti. E’ stata un’impresa quasi storica, la nostra. Non meritavamo gli spareggi, ma non fatemi parlare, proprio ieri ho pagato 4 milioni di multa”. Sulla formazione mandata in campo, svela un retroscena: “L’avevo già decisa martedì scorso, i fatti mi hanno dato ragione”. Un pensiero al pubblico. “I tifosi meritavano questa soddisfazione. Nella prossima stagione dovranno averne di maggiori”. E, a proposito del campionato successivo, un’anticipazione: “Marino e Gregucci si alterneranno nei ruoli di libero e stopper. Sono maturi per farlo.” Anche il giorno dopo l’euforia non si placa: “Che le devo dire? Solo una cosa: anche ieri abbiamo sconfitto tutti quel gufi che speravano nella caduta della Lazio. Mi dispiace per loro, ma la mia squadra il prossimo anno giocherà ancora in B, e vi posso assicurare che sarà l’ultimo della sua storia. La Lazio vale la serie A e i suoi tifosi non hanno rivali”.

Anche il presidente Calleri mostra la sua gioia: “Dire che sono felice è davvero troppo poco. A questa rimonta ho creduto sino in fondo, anche dopo la sconfitta con il Taranto. Ho sempre avuto fiducia in questa squadra e nel suo tecnico. Fascetti è stato davvero grande: ha mantenuto la calma trasmettendola ai suoi giocatori, che sono scesi in campo tranquilli e consci della loro superiorità. Penso che la vittoria sia stata nettamente meritata. Il Campobasso ha fatto un solo tiro in porta e Perrone è stato cancellato da Acerbis, che ha confermato ancora una volta le sue grandi qualità. Ma colgo l’occasione per rivolgere pubblicamente un grazie a tutta la squadra che ha sopportato tantissimi sacrifici prima di riuscire a tagliare questo traguardo. Ora, il prossimo punto d’arrivo è la Serie A”

Una vittoria sofferta e conquistata con il cuore, che ha segnato la riuscita dell’impresa della banda del meno 9: salvezza ottenuta e tifosi in festa.


Roma, 5 luglio


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