Conferenza Parolo: “Possiamo toglierci delle soddisfazioni”


Roma, 31 luglio 2014 – In conferenza stampa ora è il turno di Marco Parolo, giocatore acquistato dal Parma e rientrato ieri dalle vacanze post Mondiale.

Parla il presidente Lotito:

Abbiamo voluto a tutti i costi il giocatore, rincarna i valori del nostro club. Come la determinazione. Ha qualità importanti agonistiche e morali, sarà un valore aggiunto anche per lo spogliatoio. Con il suo inserimento, abbiamo diverse opzioni per essere più incisivi nella fase conclusiva. Ha la capacità di difendere, di inserirsi e grandi capacità di tiro. Davanti saremo più imprevedibili. Non lo abbiamo presentato prima, perché la squadra è andata in ritiro, lui essendo un nazionale italiano stava godendo del periodo di riposo. Le squadre qualità non si discutono, ha fatto questa scelta convinto e ha capito di poter cogliere un’opportunità importante di crescita. Rincarna l’atteggiamento del gladiatore, nella nostra città e per i tifosi questo è un valore aggiunto”.

Parolo si presenta:

Ringrazio il presidente per le parole, sono contento di essere qua. La Lazio mi cercava da anni. Spero di ripagare la fiducia, darò il massimo in allenamento e in campo. Ho fatto sacrifici nella mia carriera, me li porto dietro. Se avremo un gruppo forte potremo fare bene e toglierci soddisfazioni“.

Cosa ti ha convinto?

“Il progetto, la voglia di fare un campionato importante. È  una società ambiziosa, ho centrato l’Europa con il Parma, voglio farlo anche con la Lazio. Voglio vincere qualche trofeo, tutte queste ambizioni sono comuni tra me e la società. Ho l’obiettivo di giocare in Europa e vincere qualcosa. Farò tutto per riuscirci”.

Al Parma hanno tolto l’Europa…

“Ribadisco il concetto, ho voglia di competere contro squadre europee. Bisogna conquistarla, non sarà facile perché ci sono tante squadre attrezzate. Siamo una di quelle”.

La contestazione ti spaventa?

“No, perché se facciamo gruppo e risultati la gente può ritrovare entusiasmo e tornare allo stadio. Dobbiamo lottare su ogni pallone, su queste basi possiamo tornare a lottare per posizioni importanti. Qui c’è un tifo e un’anima importanti. Sarà un piacere riportare la gente allo stadio. Speriamo”.

Cosa manca alla Lazio?

“Sono arrivato da poco, ci sono giocatori nuovi. Dobbiamo conoscerci. Se uniamo i nostri valori al gruppo storico si può svoltare. Non conosco bene i compagni, sicuramente manca qualcosa ma non si può mai essere perfetti. Cercheremo di trovarla, è un percorso affascinante”.

Il tuo primo impatto?

È bellissimo, quando ho firmato ho fatto il giro del centro sportivo. Mi piace molto, la città è strepitosa, spero di vederla tutta e di scoprire ogni segreto. Il mister è carico, ha entusiasmo proprio come me. Speriamo di portare all’esterno la nostra voglia“.

Il derby?

Sono partite che ti caricano di adrenalina, mi ha sempre affascinato. Si scalpita per giocare una partita del genere. Ci penseremo dopo, ma l’abbiamo già segnato nel calendario”.

Hai esordito all’Olimpico contro la Roma?

Mi ricordo quel giorno, sapere che l’Olimpico potesse diventare il mio stadio ha influito anche sulla scelta. Sarà bello,  è una grande emozione“.

Albertini ha fatto il tuo esempio per fotografare il calcio italiano…

“Penso che ognuno abbia bisogno del suo percorso, uno può avere degli alti e dei bassi. I fenomeni esordiscono a 20-21 anni. Il giovane di oggi deve avere umiltà di mettersi a disposizione della squadra. Io l’ho capito man mano, ho fatto tutte le categorie e questo mi ha aiutato per porre le basi per il futuro. Sono contento del mio percorso e ora voglio andare avanti”.

Hai segnato alla Lazio con la maglia del Cesena…

Ero giovane, avevo bisogno di conferme. Quello forse era l’inizio del corteggiamento, ora speriamo che sia un amore duraturo, quella fu una bella partita. Spero di farmi perdonare, magari facendo un gol al Cesena. E’ stata una coincidenza”.

Quanti gol ti senti di poter fare?

“Un giocatore con le mie caratteristiche deve fare 5-6 gol per dire di aver fatto un buon campionato. Mi posso inserire, sfruttare il tiro e cercar la porta. Se la sfrutto bene posso aiutare la squadra in termini realizzativi”.

Ti preoccupa la concorrenza a centrocampo?

“Preoccupazione no, ho sempre superato molte difficoltà. Ho acquistato sicurezza in me, la concorrenza fa bene alla squadra e permette al mister di scegliere. Anche con i cambi sarà facilitato”.


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