Il Mein Kampf, saggio di Hitler, pubblicato il 18 luglio 1925


Roma, 18 luglio 2014 – Il Mein Kampf è il saggio in cui Hitler espone il suo pensiero politico e delinea il programma del partito nazista. Hitler ha scritto il suo programma politico durante il periodo di reclusione per reato di insurrezione.

Il primo volume, Eine Abrechning (Resoconto), è stato pubblicato il 18 luglio 1925, mentre il secondo volume Die nationalsozialistische Bewegung (Il movimento nazional-socialista), è stato pubblicato nel 1926. Il primo titolo pensato da Hitler è stato Quattro anni e mezzo di lotta contro menzogna, stupidità e codardia, ma Max Amann, responsabile della casa editrice, lo ha convinto a sintetizzarlo in  MeinKampf, La mia battaglia o La mia lotta.

Con la stesura dell’opera, Hitler ha diffuso nella Germania del primo dopoguerra il suo pensiero, che in quegli anni ha riscosso consenso di massa, ma che analizzato oggi può essere definito malato. In Mein Kampf viene esaltata l’ideologia del Pangermanismo, con riferimenti a filosofi quali Hegel e Fitche e da autori di inizio Novecento come Chamberlain e Spengler, basata sulla volontà di creare uno stato in grado di risolvere i grandi problemi della Nazione.

Hitler fa emergere tutto il suo odio nei confronti del comunismo e dell’ebraismo, ma inveisce anche contro socialdemocratici e marxisti, per poi affermare la volontà di distruggere completamente il sistema parlamentare, da lui definito il più corrotto.

Il pericolo ebraico viene formulato principalmente sulla base di documenti falsi conosciuti come i protocolli dei Savi di Sion. Per Hitler esiste una vera cospirazione ebraica, ce ha l’obiettivo di ottenere la supremazia in tutto il mondo.  In Mein Kampf, quindi, già esprime tutte quelle ambizioni che lo portano a voler creare un Nuovo Ordine. Dunque le leggi razziali devono essere viste come una conseguenza delle idee espresse.

Oltre all’antisemitismo nazista, che vede una gerarchia di razze con a capo gli Ariani, puri e superiori agli ebrei, ci sono vari punti importanti: la richiesta di sconfiggere il bolscevismo attraverso una guerra di razza; la rivendicazione dello spazio vitale per tutti i tedeschi europei, riuniti in un unico Stato e posti in una posizione dominante nei confronti degli altri popoli; l’alleanza con l’Inghilterra per evitare una guerra a due fronti.

Secondo il Times, che l’ha pubblicato a puntate, il Mein Kampf può essere definito la Bibbia laixa perché fornisce la giustificazione al credo politico dei nazionalsocialisti.


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