La riscoperta del Machu Picchu il 24 luglio 1911


Roma, 24 luglio 2014 – A riportare alla luce  il Machu Picchu, un antico scrigno della civiltà Inca, è stato Hiram Bingham, un professore di storia dell’Università di Yale appassionato alle antiche civiltà precolombiane.

Proprio grazie a una spedizione organizzata dall’ateneo  si è ritrovato ad attraversare la foresta pluviale e a raggiungere una montagna a circa 2400 metri sul livello del mare. Proprio lì si è imbattuto in un’antica cittadina, il Machi Picchu, da lui ritenuta la Città perduta degli Inca.

Il sogno di ogni esploratore l’ha realizzato il 24 luglio 1911, riscoprendo  una delle Sette meraviglie del mondo moderno. Sarebbe errato, infatti, parlare di scoperta dato che secondo le cronache degli abitanti della zona se ne conosceva già l’esistenza.  In più sembra che il mondo Occidentale avesse già scoperto il Machu Picchu circa 40 anni prima, grazie a Augusto Berns e successivamente grazi ad altri esploratori locali. Nonostante ciò la paternità della cittadina è stata attribuita a lui.

Un lungo dibattito ha riguardato la vera natura del Machu Picchu: ci si è chiesti se fosse un santuario, una residenza reale, un rifugio o una fortezza e l’ipotesi più accreditata è quella della residenza reale, costruita per proteggere l’imperatore Inca Pachacuti, intorno al 1450.


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