Giuseppe Parini: il “Virgilio della moderna Italia” morì il 15 agosto 1799


Giuseppe Parini è stato un importante poeta italiano, nato a Bosisio il 23 maggio 1729, è stato uno dei maggiori esponenti del Neoclassicismo e dell’Illuminismo nel nostro paese, Giacomo Leopardi lo definì il “Virgilio della moderna Italia”.
Dopo aver scritto la sua prima raccolte di rime, col titolo di “Alcune poesie di Ripano Eupilino”, nel 1753 fu accolto nell’Accademia dei Trasformati, dove cominciò a confrontarsi con una certa cultura milanese.
L’anno dopo lavorerà presso la nobile famiglia dei Serbelloni, dove rimarrà per otto anni, anche lì entrò in contatto con la cultura francese, leggendo per esempio le opere di Rousseau, Voltaire e Montesquieu. Fu licenziato per aver preso le difese di una ragazzina schiaffeggiata dalla duchessa.
Durante gli anni presso i Serbelloni ebbe modo di scrivere numerose opere, come “il dialogo sopra la nobiltà”, il conte Carlo Giuseppe di Firmian intravide in lui delle potenzialità poetiche, nominandolo nel 1768 poeta ufficiale del Regio Ducale Teatro, inoltre gli affidò la direzione della Gazzetta di Milano.
Parini continuò a scrivere molto, soprattutto le Odi, il poeta fu un pioniere nel trattare temi d’inquinamento, di città-campagna, di attualità, senza evitare particolari scabrosi. Si distinse anche per aver più volte criticato le abitudini nobiliari, in maniera anche sarcastica.
Morì a Milano il 15 agosto del 1799, dove tuttora è visibile un monumento a lui dedicato.

Roma, 15 agosto 2014.

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