Gli Angels Usag conquistano Grottaferrata. Monacelli: “La città dà ottime risposte”

Roma, 19 settembre 2014 – E’ nato un progetto importante per la Federazione Italiana Rugby Football League (Firfl). E’ quello degli Angels Usag (Unione Sportiva Arlecchini Gladiators) che a Grottaferrata, nel cuore dei Castelli Romani (dove ha sede il team capitolino dei Gladiators, cinque volte campioni d’Italia), stanno provando a sviluppare un’importante idea di rugby a XV e a XIII: per il momento l’idea del club è quella di lavorare sui ragazzi per poi un giorno provare ad allestire una prima squadra di rugby league.

In questo senso avrà un compito fondamentale il neo responsabile tecnico degli Angels Usag, Valeria Monacelli: “Abbiamo iniziato ufficialmente martedì le nostre attività stagionali che sono rivolte a tutti i bambini dai 4 ai 12 anni. Per il giorno di esordio del nostro club era presente anche il parroco della chiesa del “Sacro Cuore” di Grottaferrata, padre Claudio, che ha voluto personalmente conoscere il gruppo già numeroso dei ragazzini della nostra società“. Proprio il legame con le parrocchie è uno dei punti fondamentali dell’attività degli Angels Usag: “Il nostro club ha un’impronta fortemente legata al sociale: stiamo cercando di avviare collaborazioni, oltre che con le parrocchie del territorio, anche con le scuole e le case famiglia – rimarca la Monacelli –. Il nostro obiettivo è cercare di dare la possibilità di fare sport ai bambini meno fortunati dal punto di vista economico“.

Basti pensare che il costo di un’iscrizione annuale va dai 75 euro l’anno per il baby rugby ai 150 euro per i bambini dai 6 ai 12.‏ La Monacelli, che farà anche l’allenatore, gestirà e coordinerà lo staff di tecnici completato da Claudio Angeli, Sebastian Velazquez e dall’assistente allenatore Matteo Belleggia. E la risposta di Grottaferrata e dei paesi circostanti è stata già più che positiva: “La città ha subito capito lo spessore del nostro progetto societario – dice la Monacelli – e abbiamo già un ottimo riscontro. Tra i nostri piccoli atleti ci sono anche figli di noti rugbysti e questo non può che farci piacere“.

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