La notte delle matite, operazione repressiva argentina, avvenuta il 16 settembre 1976


Roma, 16 settembre 2014 – La Notte delle matite è stata un’operazione militare organizzata in Argentina, con l’obiettivo di torturare e uccidere alcuni studenti delle scuole superiori colpevoli di aver portato avanti attività atee e anti nazionaliste.

Il 16 settembre 1976 a La Plata sono stati sequestrati Claudia, Maria Clara, Claudio, Daniel, Horacio e Francisco studenti simpatizzanti della Unión Estudiantil Secundaria, accusati di aver partecipato a manifestazioni per l’istituzione e, in un secondo momento, contro l’abolizione del Boleto Escola Secundario, un tesserino grazie al quale gli studenti  ottenevano sconti sul prezzo dei libri e sul biglietto dell’autobus.

noche de los

Gli adolescenti sequestrati avrebbero dovuto essere eliminati dopo aver fatto loro soffrire pene indicibili in diversi centri di detenzione clandestini, come quelli di Arana, Pozo de Banfield, Pozo de Quilmes, la Centrale di Polizia della Provincia di Buenos Aires, il 5°, 8° e 9° commissariato di La Plata ed il 3° di Valentín Alsina, Lanús e il Poligono di tiro della Sede Centrale della Provincia di Buenos Aire”, era questo l’azione repressia organizzata nei confronti di tutti gli studenti che avevano preso parte ad attività sovversive.

Senza preavviso una banda di uomini incappucciati è entrata nelle case degli studenti. Questi sono stati bendati, maltrattati e interrogati, ma a causa delle risposte poco esaurienti sono stati portati via dalle proprie famiglie. Condotti nel centro di detenzione clandestina di Arana, i ragazzi sono stati torturati a colpi di scosse elettriche e in seguito fatti sparire, come se nulla fosse realmente accaduto.

Nella notte delle matite spezzate sono stati catturati sei studenti, tra questi Pablo Diaz, un sopravvissuto, che faceva parte dell’organizzazione giovanile Gioventù guevarista e che attraverso la propria testimonianza ha permesso di ricostruire e denunciare i fatti avvenuti.

Degli altri studenti catturati in quel periodo, 30mila, non si è più saputo nulla. Spariti. Matite spezzate dalla dittatura di Jorge Videla, che in quegli anni ha seminato il terrore militare in Argentina. Persone ricordate come i “desaparecidos”, letteralmente scomparsi, argentini.


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