Al Capone: la condanna il 17 ottobre 1931


Il 17 ottobre 1931 Al Capone, all’anagrafe Alphonse Gabriel Capone, è stato condannato per evasione fiscale dalla corte di Chicago. È finita così la parabola di Scarface, uomo divenuto simbolo del gangsterismo in America e della crisi della legalità avvenuta durante il periodo del proibizionismo.

Al Capone è nato a Brooklyn il 17 gennaio 1899 da genitori italiani. A causa dell’ambiente in cui è cresciuto è entrato ben presto in piccole gang insieme ai fratelli. Nella banda Five Points Gang, guidata da Johnny Torrio, ha conosciuto Frankie Yale e Lucky Luciano.

Dopo essere diventato buttafuori nel locale dello stesso Yale gli è stato attribuito i soprannome Scarface, dovuto a una cicatrice sulla sua guancia sinistra. Nel 1918 ha sposato Mae Coughlin e da lei ha avuto il figlio Albert Francis.

Subito dopo si è trasferito a Baltimora, dove è diventato un contabile, ma con la morte del padre è tornato a New York. Nel 1921 si è trasferito a Chicago per lavorare al servizio di Torrio, che gli ha dato in gestione il Four Deuces, un night club.

Al Capone poi ha chiamato il fratello e da lui si è fatto aiutare nelle attività illegali. Un ostacolo per Al Capone e Torrio è stato rappresentato dal sindaco William Denver, riformista pronto a bloccare ogni attività dei gangster, che sono stati costretti a spostare molte delle loro attività a Cicero, sotto la protezione del sindaco.

Il 1° aprile 1924 si sono tenute le elezioni a Cicero, ma il clima era tutt’altro che tranquillo: Torrio e Al Capone hanno fatto bruciare le case degli avversari del sindaco, arrivando anche alla violenza fisica. Ma in uno degli scontri è morto il fratello di Al Capone e questo non ha fatto che aumentare l’ondata di violenza contro politici e polizia.

Poco tempo dopo Al Capone ha ucciso un malavitoso in un bar, reo di averlo insultato, e nonostante l’accusa di omicidio il procuratore non è riuscito a farlo condannare a causa dei testimoni, che non hanno riconosciuto l’assassino.

Successivamente ha compiuto vari omicidi che l’hanno portato a farsi conoscere anche dall’opinione pubblica degli Stati Uniti. Nonostante le varie accuse di omicidio, nessun procuratore è riuscito a farlo arrestare in quel periodo.

Ma all’epoca era già considerato il nemico numero uno e per questo il le istituzioni americano hanno dato vita a una vera e propria battaglia contro il criminale. Dopo varie intercettazioni e dopo aver esaminato le transazioni finanziarie dei suoi soci, la squadra guidata da Elliot Ness, agente speciale, è riuscita a raccogliere le informazioni necessarie per far incriminare Al Capone, il fratello, i suoi soci e vari gangster di Chicago per evasione fiscale e violazione della legge sul Proibizionismo.

Il processo è iniziato il 6 ottobre 1931. Da subito i suoi soci hanno cercato di corrompere la giuria popolare (si erano procurati l’elenco dei potenziali giurati popolari), ma all’ultimo momento questa è stata sostituita e il 17 ottobre Al Capone è stato condannato per evasione fiscale. Undici anni di carcere e una multa di 50.000 dollari.

Dal carcere ha continuato a tenere il comando degli affari, ma questo fino al trasferimento ad Alcatraz, dove ha ricevuto un trattamento molto più duro rispetto al penitenziario di Atlanta, in Georgia, dove grazie ad alcuni privilegi ha vissuto meglio degli altri carcerati.

Uscito dal carcere per buona condotta è stato ricoverato in un ospedale di Baltimora perché affetto da demenza. Questa è derivata dalla sifilide che l’ha colpito nel 1938. Nel 1940 si è ritirato a Miami e lì è morto il 25 gennaio 1947.

 


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