Chiama ‘maniaco’ lo stupratore della figlia. Condannata per ingiurie


In Italia la violenza sessuale è all’ordine del giorno tuttavia una madre è stata condannata per ingiurie, dopo aver etichettato come ‘maniaco’ lo stupratore della figlia. La donna si è vista rigettare dalla Cassazione il ricorso contro la sentenza del Tribunale di Messina, che l’aveva giudicata colpevole del crimine di aver definito ‘ maniaco’ il responsabile della violenza sessuale subita dalla figlia. L’insulto è stato reputato offensivo dalla Suprema Corte ed è stato sottolineato che non è legittimo offendere pubblicamente l’onore e la reputazione di qualcuno, anche un tuo congiunto si è macchiato del reato di stupro.
Anche i condannati,  finanche per reati gravi, hanno diritto, quali membri del consorzio umano, al rispetto della dignità personale”  ha precisato Piazza Cavour.

 20 Ottobre 2014

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