Francesco Fortugno, politico ucciso il 16 ottobre 2005 a Locri


Francesco Fortugno è stato un politico italiano nato il 15 settembre 1951 a Brancaleone. Dopo essersi laureato in medicina nel 1975, si è specializzato in medicina legale e in chirurgia generale. A Reggio Calabria si è poi affermato come medico.

Francesco Fortugno ha iniziato a interessarsi alla politica tra nel suo paese e nel 1986 è stato eletto consigliere comunale (al tempo faceva parte della Democrazia Cristiana).

Dopo essere stato eletto vicesegretario comunale ha aderito al Partito Popolare Italiano di Gerardo Bianco. Nel frattempo ha portato avanti la sua carriera ed è diventato primario ospedaliero e professore a contratto presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Catanzaro.

Nel 1996 Francesco Fortugno è diventato assessore a Reggio Calabria, ruolo che ha ricoperto fino al 1999, anno in cui è diventato vicesindaco di Locri (incarico mantenuto fino al 2001). Nel 2001 è diventato consigliere regionale e nel 2005, grazie alla vittoria di Agazio Loiero della Margherita, è stato scelto come vicepresidente del Consiglio Regionale.

Il 16 ottobre 2005 Francesco Fortugno è stato assassinato all’ingresso di palazzo Nieddu, in corso Vittorio Emanuele, dove si era recato per le primarie dell’Unione. Il sicario ha estratto una pistola e gli ha sparato sotto gli occhi di tutte le persone che si erano fermate a parlare con Fortugno e che si stavano recando nel seggio.

Il 21 marzo 2006 sono stati arrestati i presunti colpevoli: Vincenzo Cordì, 49 anni, Domenico Novella, 30, Antonio Dessì, 24 anni, Gaetano Mazzara, 42 anni, Salvatore Ritorto, 27 anni, Domenico Audino, 27 anni, Carmelo Crisalli, 26 anni, e Nicola Pitari, 27 anni.

Nel giugno dello stesso anno sono stati arrestati anche Alessandro e Giuseppe Marcianò, padre e figlio, caposala e infermiere nell’ospedale di Locri. I due sono stati accusati come mandanti dell’omicidio e il 15 ottobre 2009, durante la sentenza di primo grado, sono stati condannati all’ergastolo perché ritenuti gli esecutori materiali dell’omicidio di Francesco Fortugno.

Il 24 marzo 2011 la Corte d’assise d’appello di Reggi Calabria ha confermato la sentenza di primo grado, condannando i Marcianò perché ritenuti i mandanti. Salvatore Ritorto è stato indicato come assassino e Domenico Audino. Invece Vincenzo Cordì e Carmelo Dessì sono stati assolti.

Un delitto che per i giudici non ha movente mafioso, ma che sembra essere stato commesso per vendetta dai sostenitori di Domenico Crea, che non è mai stato coinvolto nel caso. Ma i dubbi restano perché Francesco Fortugno era primario del servizio di pronto soccorso dell’ospedale di Locri e quindi non sono da escludere gli interessi  della criminalità organizzata nei confronti della sanità calabrese.

Tesi che si avvalora considerando che la moglie, Maria Grazia Laganà, è stata vice direttore dell’Asl di Locri, luogo in cui lavorava proprio Alessandro Marcianò, oggi condannato.

16 ottobre 2014

 


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