Marino contro gli aumenti abbonamenti Atac, priorità è il miglioramento del servizio


La presentazione del piano industriale per salvare l’Atac dalla crisi, il 29 ottobre in commissione capitolina Mobilità e contenente, tra le altre cose, le nuove disposizioni sui prezzi degli abbonamenti per l’anno 2015 (30 euro in più per l’annuale e 3 in più per il mensile), non hanno trovato l’appoggio del Sindaco Ignazio Marino che ha dichiarato:  “Vanno assolutamente scongiurati”.

Marino è convinto che l’ultima operazione da fare sia questo nuovo aumento sugli abbonamenti e per lui bisognerebbe, invece, puntare sul miglioramento dei servizi offerti dall’Atac ma c’è un problema più grande, l’Azienda, infatti, potrebbe fallire del tutto. L’ultima notizia a dir poco negativa per l’Atac giunge oggi e riguarda un pignoramento per 77 milioni relativo ad un contenzioso che risale al quadriennio 2006-2010 con Roma Tpl, consorzio privato che gestisce alcune linee autobus periferiche. Marino crede di poter risolvere la situazione per concentrarsi su molti obiettivi da raggiungere come il potenziamento dei controlli: “Ho visto personalmente comitive di turisti salire sui bus e non pagare, e questo non deve più accadere”. Quindi, continua Marino dopo l’incontro con Broggi e Improta: “Da novembre, su un certo numero di linee, l’ingresso al capolinea avverrà dalla porta anteriore e ci sarà un rafforzamento dei verificatori a bordo per ridurre drasticamente l’elusione” .

Quanto ai rincari, restano subordinati all’intervento del governo e Marino aggiunge: “La città di Roma auspica che dal prossimo anno le risorse per il Tpl del nostro comune vengano trasferite direttamente alla capitale. Se questo avverrà, riteniamo di poter aumentare significativamente la qualità del servizio ed evitare un aumento delle tariffe. Il governo su questo sta facendo le valutazioni necessarie, noi speriamo di avere queste risorse certe a inizio anno, come peraltro chiesto anche dai sindaci delle altre città metropolitane”. E sui fondi regionali e statali per il trasporto pubblico chiarisce: “Roma sta facendo la sua parte. Il contratto di servizio costa 605 milioni: dal fondo nazionale dei trasporti il Lazio riceve 575 milioni. Il 70% del trasporto insiste su Roma, quindi circa 400 milioni. Ma noi, responsabilmente, per il 2015 chiediamo solo 240 milioni, del resto se ne farà carico la capitale”. 

31 ottobre 2014

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